Il caso Salis: l’illegalità entra in parlamento

L’attivista di estrema sinistra ha numerose condanne penali in giudicato per occupazione e resistenza a pubblico ufficiale; e preoccupantemente è stata votata proprio per questo.

 

 

Che in Italia ci sia una frangia di elettori di sinistra che vivano e amino uno stile di vita anti-regole e anti-Stato non è certo una notizia di oggi, e non è da oggi che questa gente viene tutelata ed incoraggiata da una parte politica connivente e che in modo autolesionistico sembra interessata a smantellare il diritto e la “giusta punizione”; quasi la sua missione sia quella di distruggere i concetti di società civile e Stato.

La novità è che in occasione delle ultime elezioni per il parlamento europeo si è fatto un intollerabile salto di qualità. Aver candidato Ilaria Salis per evitarle un doveroso processo in Ungheria è scandaloso; e ancora più scandaloso è il fatto che circa 180000 italiani l’abbiano votata, delineando una serie di punti drammatici e preoccupanti:

1° – da oggi sarà legittimo per ogni forza politica candidare per le elezioni europee i peggiori criminali di ogni specie, permettendo loro di ottenere l’immunità parlamentare e scampare da un giusto processo e da una giusta punizione;

2° – la scelta di candidare una persona pluripregiudicata nelle liste di Alleanza Verdi E Sinistra definisce questo partito come un movimento anti-Stato, che punta alla dissoluzione della società civile e alla destabilizzazione dell’Italia;

3° – è inconcepibile che in sede europea (ma anche italiana) si possa ammettere la candidatura di una persona con condanne penali in giudicato e/o sotto processo con evidenti prove di colpevolezza a carico.

Gli effetti dell’elezione della Salis sono evidenti; e ancora più evidente è la contraddizione generata dal fatto che la quarantenne milanese fondatrice di un centro sociale e attivamente coinvolta in eventi di occupazioni abusive di case e di resistenza a pubblici ufficiali, azioni che le sono costate una trentina di denunce e due condanne penali in giudicato, ora percepisca un lauto stipendio da europarlamentare. Dagli scranni di Bruxelles, la Salis non solo continua a pontificare sulla liceità delle occupazioni abusive, ma ora ha anche il potere di tentare di far passare queste azioni come legittime a livello legislativo; una follia che dimostra una volta di più come l’attuale sistema democratico, italiano ed europeo, sia fallace e prono all’autodistruzione.

 

 

Qui non si tratta di essere di sinistra o di destra, progressisti o conservatori. Qui si tratta di avere un senso etico e civile che metta al centro lo Stato e la preservazione della società; da millenni alla base di ogni comunità c’è il rispetto del prossimo e delle regole. Il voler sistematicamente distruggere questo sistema è una caratteristica di una folle minoranza rumorosa che a partire dai moti studenteschi del ’68 ha scientemente minato le fondamenta del mondo occidentale, e che oggi vede la maggior parte della popolazione europea debole e stupide, piegata al concetto di politicamente corretto, di “buono” autorizzato a infrangere le regole per fare il proprio comodo, incline a sovvertire il buon senso, l’ovvio e la naturalità delle cose per puro spirito di contraddizione e per un errato concetto di giustizia ideologica.

La rinascita dell’occidente passa anche da questo: ritrovare il giusto nerbo e la giusta severità nei confronti di chi delinque, imponendo su tutto la certezza della pena come cardine centrale inamovibile della nostra società.

Per condividere questo articolo: