I wargame e la nuova guerra fredda – seconda parte

Ecco la seconda parte del nostro approfondimento sui wargame dedicati agli scontri in Ucraina del 2014 e sugli scenari ipotetici di una guerra Russia-occidente.

 

 

Qualche settimana fa abbiamo parlato di come il wargame rappresenti un modo per fare un quadro riassuntivo a livello geografico, militare e politico dell’attuale guerra russo-ucraina, individuando quattro titoli utili, oltre al mero intrattenimento ludico, ad informare e formare il giocatore, permettendogli di avere un quadro approssimativo della situazione geopolitica.
Nel precedente articolo, sono stati analizzati i primi due prodotti menzionati, Putin’s War Russo-Ukrainian Conflict 2014; oggi parleremo di Next War: Poland e Putin Strikes.

 

 

Next War: Poland è un wargame “hex and counter” pubblicato nel 2017 dalla compagnia americana GMT.

È basato su meccaniche che cercano di simulare le operazioni militari in un ipotetico scontro fra Russia e Nato. L’Ucraina non è contemplata nel teatro di guerra in quanto i designer Mitchell Land e Gene Billingsley (autore della fortunata serie Next War che annovera anche wargame ambientati in Pakistan, Vietnam e Corea) danno per scontato che l’Ucraina sia preda delle guerre civili e di tensioni interne e, in quanto non appartenente alla Nato, non rientri nel cappello difensivo dei paesi del patto Atlantico.

In ogni caso il wargame è probabilmente l’unico titolo sul mercato che può dare un’idea “realistica” (il termine va sempre preso con le pinze: parliamo sempre e comunque di simulazioni ludiche con pezzi di cartone) del susseguirsi delle fasi che caratterizzano la guerra moderna.

 

Un approccio che consigliamo è quello di piazzare i primi scenari e provarli alla luce delle regole standard che risultano di media difficoltà. Una volta acquisite le meccaniche di base è possibile passare al sistema avanzato che approfondisce in maniera soddisfacente l’utilizzo dell’arma aerea, della logistica e del necessario rilevamento per colpire i bersagli. Proprio con l’utilizzo del set completo di regole i giocatori avranno modo di comprendere come gli eserciti moderni combattono sul campo.

Alla luce dei tristi avvenimenti a cui stiamo assistendo in questi giorni, la guerra contemporanea rappresentata in Next War: Poland combattuta in maniera tradizionale non differisce molto dalla realtà, con un esercito russo preponderante dal punto di vista dei mezzi corazzati, e i tentativi di catturare grandi città che sono importanti snodi per il controllo del territorio. Il controllo dell’aria concede un vantaggio enorme anche nel wargame e sposa le continue richieste dell’Ucraina riguardo ad una “No Fly Zone”.

Per una migliore comprensione del sistema, vi segnaliamo una serie di video e, sullo stesso argomento, potete ascoltare il podcast Il Giannizzero Nero S4.

 

 

Il quarto wargame che segnaliamo è Putin Strikes del designer Ty Bomba e pubblicato dalla casa americana Worthington nel 2016.

Riportiamo le impressioni generali dal momento che non l’abbiamo ancora provato “sul campo”. Simile al wargame Putin’s War presentato nella prima parte dell’articolo, questa simulazione ha una scala più piccola in quanto le unità utilizzate sono a livello di divisioni e brigate rispetto alla scala assolutamente strategica del wargame incluso nella rivista Modern War n° 29.

Il sistema copre il primo mese di guerra che segue la cosiddetta “guerra opaca” condotta da Putin lungo i confini orientali dell’Ucraina. Come le altre simulazioni precedenti anche Putin Strikes prevede un inizio del conflitto a tutto vantaggio in fatto di numeri dell’esercito russo con i paesi Nato ancora impegnati nella lotta alle formazioni jihadiste.

Regole semplici con qualche dettaglio in più rispetto a Putin’s War con focus sulla fragilità delle brigate opposte alle formazioni divisionali. Si rileva però una completa assenza del lato politico, che non può certo mancare in una simulazione bellica contemporanea per forza di cose spesso pesantemente influenzata dalle diplomazie.

Dubbi si rilevano riguardo la scelta di utilizzare una poca funzionale fase di attivazione alternata rispetto ad un classico “I go you go”, che risulta sempre un’ottima scelta quando si ha a che fare con la mappa esagonale e questo teatro operativo. Regole che vedono la Bielorussa alleata della Nato e l’entrata in guerra della Germania nel secondo giorno delle operazioni militari appaiono poco convincenti.

 

 

La breve rassegna delle quattro simulazioni fin qui analizzate assegna la palma di miglior wargame sull’argomento a Next War: Poland, seguito dall’interessante Russo-Ukrainian Conflict 2014, specifico sugli eventi nell regioni contese del Donbass.

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