The Island è un film dalla doppia faccia: tanto visionario e distopico nella prima, quanto scontato e dozzinale nella seconda.

A Hollywood, raramente il connubio tra fantascienza e alto budget porta a prodotti di alto livello. The Island, film del 2005 targato Michael Bay, non inverte la tendenza e anzi spreca un’occasione a dir poco eccezionale.
La storia ha luogo in un’enorme installazione sotterranea, dove nel prossimo futuro una società estremamente asettica e controllata vive al riparo da una contaminazione che ha reso la superficie terrestre completamene inabitabile. Lo sviluppo della trama vede seguire le vicende di due soggetti che mostrano interesse sentimentale l’un l’altra, ma che sono prima combattuti nel seguire le regole del loro mondo e poi costretti a prendere decisioni drastiche per sottrarsi al rigido controllo sulle loro vite.

The Island presenta un mondo distopico e assolutamente affascinante, costruito intorno a strutture futuristiche che sono al contempo funzionali e asettiche. L’ambiente in cui vivono i protagonisti ricorda moltissimo il mondo descritto in L’Uomo Che Fuggì Dal Futuro – THX 1138, anche se meno estremizzato e cupo. In The Island questa nuova società è sì restrittiva delle libertà personali, ma il morale degli abitanti non è necessariamente basso, anzi; l’amministrazione, pur mantenendo una omologazione della popolazione e nei limiti imposti dalla rigida struttura sociale, sembra non voler creare un atmosfera negativa.
Il mondo di The Island, grazie alle sue caratteristiche sopra menzionate, non può lasciare indifferenti: incuriosisce lo spettatore, lo avviluppa e consente un’immersione molto incisiva nelle sue atmosfere. I due attori protagonisti, interpretati da Ewan McGregor (Piccoli Omicidi Tra Amici, Trainspotting, Grazie Signora Thatcher, gli Episodi I, II e III di Star Wars, Black Hawk Down, Angeli E Demoni, L’Uomo Che Fissa Le Capre) e da Scarlett Johansson (Ghost World, Arac Attack, Lost In Translation, The Prestige, La Verità e’ Che Non Gli Piaci Abbastanza, The Avengers, Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War, Ghost In The Shell, Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame) sono molto convincenti nei loro ruoli: incasellati, cresciuti seguendo i dettami della loro società, ben integrati nei rodati schemi della vita sociale. Eppure sentono entrambi, progressivamente, che qualcosa è fuori posto.

È proprio qui che il film cambia radicalmente; Michael Bay non riesce a nascondere la sua anima votata alla spettacolarità (Bad Boys, The Rock, Armageddon – Giudizio Finale, Pearl Harbor, Transformers) ed esattamente a metà del film trasforma The Island; si passa da una pellicola ottimamente realizzata, con spunti assolutamente commendevoli ed in grado di generare nello spettatore un immaginario distopico assolutamente credibile, ad un improbabile film generico d’azione, dove vengono meno i pilastri precedentemente costruiti. Si lascia spazio a sequenze tutt’altro che realistiche e a situazioni che spiazzano in negativo chi ormai si è convinto che The Island sia un film di altra natura.
Le sequenze d’azione sono quelle tipiche dei film di Michael Bay, e che in massima parte abbiamo potuto apprezzare grazie alla loro realizzazione frenetica e di alto impatto scenico; qui però risultano sicuramente fuori contesto, oltre che generate da un salto di stile mal digeribile.
Si tratta di uno stacco repentino e tutt’altro che fortunato, che affossa una pellicola che per la prima metà ha tutti i numeri per puntare davvero in alto.

Per quanto riguarda il cast, oltre a Ewan McGregor e Scarlett Johansson sono presenti un buonissimo Steve Buscemi (Le Iene, Pulp Fiction, Fargo, Fuga Da Los Angeles, Il Grande Lebowski, Armageddon – Giudizio Finale, Ghost World), sempre travolgente nella sua tipica macchietta del personaggio fobico, insicuro e pazzoide, Sean Bean (Ronin, la trilogia de Il Signore Degli Anelli, Equilibrium, Troy, Silent Hill, Percy Jackson E Gli Dei Dell’Olimpo, Il Trono Di Spade) e Kim Coates (Black Hawk Down, Bandido, Assault On Precint 13, Silent Hill, Resident Evil: Afterlife, Ghost Wars).
The Island è un film che si fa fatica a giudicare: buonissima la prima parte, deludente la seconda. Se solo Michael Bay avesse seguito la via della coerenza avrebbe potuto realizzare una fase d’azione meno caotica e pretestuosa, confezionando una pellicola di sicuro valore. Così invece ci troviamo di fronte a qualcosa di dolce-amaro che evidenzia tutto il potenziale sprecato.









