Apparentemente il ministro Azzolina avrebbe ottenuto la cattedra di preside con una commissione addomesticata quando era già deputata; finora non c’è stata alcuna smentita.

I Cinque Stelle li abbiamo votati in tanti. Quando la misura era colma, al grido di “onestà, onestà” promettevano fuoco e fiamme, osservanza delle leggi e cambiamenti radicali nella politica e nella società italiana. Ci siamo fidati e li abbiamo votati. Sbagliando.
Uno dei molti scandali che attraversano il M5S è la figura di Lucia Azzolina, ministro (*) della Scuola (ex-Pubblica Istruzione). Dal primo momento in cui l’abbiamo vista in televisione e l’abbiamo (purtroppo) iniziata a conoscere è sembrata la caricatura di se stessa. Tutti l’hanno immediatamente riconosciuta come fosse una macchietta, un personaggio inventato dalla comica Sabina Guzzanti: lo sguardo perso, la parlata dialettal-maccheronica, le frasi sconclusionate e piene di strafalcioni.

Ci siamo tutti chiesti come facesse una così a diventare Ministro. E’ vero, tra il governo Renzi e il Conte bis di personaggi in cerca di autore ne abbiamo visti parecchi: dalla Kyenge, che voleva rendere gli italiani nativi la minoranza nel paese, alla Fedeli, ministro (*) con la terza media; ma anche la Bellanova, sindacalista di belle speranze ed accomunata alle “consorelle” per il poco rispetto delle leggi italiane e per l’apertura, costi quel che costi, agli immigrati irregolari.
Ma torniamo alla nostra cara Azzolina. C’è una notizia che è rimbalzata in questi giorni (ma che sembra essere vecchia di mesi) che è un po’ la quadratura del cerchio di questa persona. Apparentemente, almeno così riportano La Repubblica, Il Giornale ed altri mezzi di informazione, la Azzolina sarebbe diventata dirigente scolastico (*) grazie ad un esame addomesticato, dove la pessima prova dell’attuale ministro sarebbe stata ignorata pur di consentirle di diventare preside (*). E curioso, all’epoca era già deputato nelle fila dei 5 Stelle.

Nel dettaglio, Lucia Azzolina avrebbe sostenuto un esame in cui, sebbene dimostrasse di conoscere le normative relative alla scuola, era completamente impreparata in Informatica (un bello ZERO in pagella, signora Azzolina! Complimenti!) ed insufficiente (CINQUEEEE!! Torni al suo posto, Azzolina) in Inglese – una materia assolutamente inutile oggigiorno. O no?
Ma aggiungiamo curioso a curioso: al momento il Ministero sta secretando, senza alcuna ragione valida, le valutazioni degli esami; quindi noi possiamo sapere chi ha ottenuto l’abilitazione in quella sessione, ma non come (contrariamente a quello per il concorso a Magistrato del Ministero di Giustizia).
E Massimo Arcangeli, l’esaminatore della Azzolina, rincara la dose: la sua tesi sarebbe per quasi il 20% copiata pari pari da altri testi – cioè ci troveremmo di fronte ad un plagio, un utilizzo fraudolento del lavoro altrui, e la Azzolina avrebbe ottenuto 5 punti su 12 durante quell’esame. Davvero sufficienti per abilitarla?

Questo è il ministro (*) Azzolina: colei che ha tanto insistito per l’acquisto degli scomodi ed inutili banchi a rotelle, prioritizzandoli alla ricerca e alla preparazione di nuove aule scolastiche, magari temporanee, che permettessero agli alunni di evitare i turni da 40 minuti, completamente inutili dal punto di vista della didattica; o all’acquisto in massa di tablet e portatili per consentire la didattica a distanza. E’ colei che nonostante la forte crescita dei contagi ha tentato fino all’ultimo (zittita da Conte) di imporre la scuola in presenza, contribuendo al caos ed alla diffusione dei contagi.

La nostra Lucia Azzolina, l’eroina del 2020, il difensore delle cause impossibili finora non ha smentito nulla di quanto riportato dai mass media. Qualcun altro è arrivato a definirla arrivista, truffatrice, ottusa; lungi da noi usare questi termini offensivi. La Azzolina merita tutt’altre parole per i servigi che sta offrendo all’Italia: a partire dagli ancora utili banchi tradizionali che sono stati distrutti perchè sostituiti dal “nuovo che avanza”.

Ah, una nota in conclusione. Ho usato il (*) diverse volte nell’articolo, sempre in riferimento alla carica ricoperta da tale o tal altra persona. Mi direte voi, nei fatti, se ho fatto male ad usare il minuscolo. E per favore, non mi parlate di grammatica italiana; qui c’entra lo spessore morale delle persone, non altro.









