Kaiju No. 8

Chi si opporrà ai mostri giganti che distruggono tutto il Giappone? Il dipartimento di difesa o il nostro eroe mezzo mostro?

 

 

Godzilla è il capostipite dei “Kaiju” giapponesi, i mostri giganti che spuntano sulle coste nipponiche e distruggono la metropoli di Tokyo. Dopo il leggendario lucertolone sono arrivati altri esseri giganti: a partire da King Kong fino ad arrivare alle creature aliene di Pacific Rim, la nostra fantasia è stata sommersa da creature mostruose che portano solo morte e distruzione. Anche in Kaiju No. 8 le gigantesche creature la fanno da padroni e, proprio come in Pacific Rim, la vita dell’uomo si è dovuta adattare alla presenza di questi mostri. Il Giappone ha fondato un “Istituto di Difesa” dove vengono addestrati giovani talenti proprio allo scopo di abbattere queste bestie giganti; il nostro protagonista sarà uno di loro?

Hibino Kafka è un operatore specializzato nella rimozione e nello stoccaggio delle carcasse dei kaiju; non ha nulla a che fare con i combattenti selezionati per la difesa del Giappone. Il suo sogno era di diventare uno di loro, ma la vita ha voluto per lui tutt’altro: un lavoro ingrato, che comporta anche diversi rischi e numerosi fastidi causati dalla puzza e dalla mole di queste immense creature. Per poterle smantellare infatti, Hibino si deve letteralmente aprire la strada verso le viscere dell’animale prima che esse collassino e distruggano le risorse che il mostro rappresenta. Immaginatevi di dover entrare nel culo di un mostro gigante… bene ora avete le idee più chiare del disgusto che il nostro protagonista prova quotidianamente.

 

 

La vita del nostro protagonista cambierà drasticamente quando uno di questi mostri in miniatura entrerà dentro la sua bocca causando una drastica mutazione del suo corpo. Con molta fatica Hibino riuscirà a controllare questa mutazione tornando alle sue fattezze originali, ma il potenziale di un gigantesco mostro ora è nel suo corpo. Questa nuova condizione spalancherà le porte alla possibilità di realizzare il suo sogno, ma nessuno deve sapere quello che è successo, altrimenti potrebbe diventare una cavia da laboratorio.

Mostri giganti, una mutazione improvvisa, un segreto da nascondere e un obiettivo da raggiungere sono le caratteristiche principali di questo manga scoppiettante e abbastanza surreale. La mia mente è andata immediatamente a confrontare quest’opera con i film di Godzilla e Pacific Rim, ma anche con il gioco da tavola di King of Tokyo con cui ho giocato spesso e volentieri. Le similitudini sono molteplici, ma non lasciatevi ingannare: quest’opera non è solo una scopiazzata; i mostri che distruggono tutto sono come un tuffo nel passato per chi come me è cresciuto a Jeeg, Mazinga e Goldrake. Per questo non potevo esimermi dal dare una possibilità a quest’opera e, per fortuna, ho fatto bene.

Matsumoto Naoya, l’autore di questo manga, ha voluto ricreare il mondo che abbiamo assaporato in Pacific Rim ma si è subito distinto eliminando i giganteschi robot ed introducendo delle squadre di specialisti capaci di competere con i kaiju; una scelta interessante che potrebbe rivelarsi vincente sotto molti profili. L’idea della lotta impari tra giganti e umani è molto probabilmente ripresa da L’Attacco dei Giganti, un manga che sfrutta la disparità in campo per enfatizzare lo scontro iniquo tra le due fazioni. In questo caso però viene aggiunta una variabile interessante, ovvero Hibino e la sua condizione kafkiana, spunti che, messi insieme senza un filo conduttore, potrebbero far accapponare la pelle ai più, ma Naoya riesce a legare bene queste idee e a realizzare un solido canovaccio di base.

 

 

Lo stile di Naoya, nel disegnare ambienti e kaiju, è molto curato e ricco di dettagli; la stessa cosa non si può dire per la scelta di rappresentare gli umani: l’autore adotta di proposito un modo più semplice, utilizzando meno chiaroscuri e meno dettagli, per creare un contrasto. Inizialmente questa scelta lascia un po’ spiazzati, ma serve per incuriosire il lettore quel tanto che basta ad avvicinarsi alla sua opera. Utilizzare più stili differenti è una strategia abbastanza diffusa nel mondo dei manga e dei fumetti, può piacere o meno, ma in questo caso ci si abitua velocemente e non arreca grande fastidio.

L’opera è ancora alle prime armi, sono stati rilasciati pochi capitoli, ma già questo mi ha spinto a fare una recensione. L’idea è divertente, l’ambientazione è nota ma lascia aperte molteplici possibilità ed infine lo stile grafico è interessante, anche se da valutare sulla lunga distanza. Per me Kaiju No. 8 è un prodotto che ha diverse potenzialità per affermarsi nel mondo spietato dei manga Giapponesi, staremo a vedere come andrà.