Il publisher anglo-italiano continua a sfornare aggiornamenti e DLC per i suoi titoli principali; intanto prepara la strada per RuneQuest: Warlords.

Broken Arrow (qui la nostra recensione) è il titolo che ha sicuramente polarizzato l’attenzione degli appassionati di strategia negli ultimi mesi. Slitherine però non ha concentrato tutta la sua attenzione solo sull’RTS tattico in chiave moderna: sono numerosi i suoi titoli che hanno visto importanti novità.

Per gli appassionati di strategia fantasy, può interessare il fatto che RuneQuest: Warlords inizi a prendere forma. Il titolo si basa su un meccanismo a turni per raccontare le battaglie che metteranno a confronto tre fazioni che si combattono per la supremazia, e sfrutta il motore grafico di Warhammer 40K: Battlesector. Il titolo, che farà ampio uso di magie e “cose fantasy” (dai, passatemela, è estate) avrà sia una campagna single player che un comparto dedicato allo skirmish e al multiplayer.
Abbiamo provato il titolo in preview (solamente le prime quattro missioni) e ad essere onesti RuneQuest: Warlords non ci ha fatto battere il cuore. Lo sviluppo della battaglia ci è apparsa un filo lenta e farraginosa, un elemento in comune con Headquarters: World War II, che infatti utilizza lo stesso motore di gioco. Forse la nostra sensazione è legata proprio a questa versione del motore di gioco dei titoli tattici di Slitherine, che dal punto di vista tecnico offre probabilmente qualcosa in più ma che rispetto alla versione precedente (quella di Battle Academy e Pike & Shot, per intenderci), sembra meno rapido nelle transizioni. Su questo si aggiunge il fatto che RuneQuest: Warlords ci è sembrato un po’ troppo logorroico (i doppiaggi non contano, sono proprio troppi i testi che rallentano la battaglia) che gli scenari sono forse troppo guidati in una direzione particolare.
RuneQuest: Warlords è comunque ancora in fase di sviluppo, e molto può cambiare (e magari essere più dinamico) nei prossimi mesi.

Uprising, il nuovo DLC per Terminator: Dark Fate – Defiance, è finalmente disponibile. La sua principale novità è la modalità Conquista: in pratica Uprising trasforma la campagna di Terminator: Dark Fate – Defiance in un sandbox strategico, dove avremo la possibilità di riscrivere la storia della Resistenza attraverso la gestione di truppe, basi e risorse su una mappa strategica con 22 settori.
È molto interessante il fatto che tutte le fazioni presenti nella campagna sono attivamente rappresentate e giocano in modo indipendente; non avremo a che fare quindi solo con le macchine, ma anche con i predoni e con gli altri gruppi organizzati, che tenteranno di espandere il loro controllo sui territori della zona. Come in ogni strategico che si rispetti, la gestione delle risorse è fondamentale, specialmente in un territorio post-apocalittico come quello di Terminator.
Al tempo della nostra recensione Terminator: Dark Fate – Defiance ci convinse pienamente, e Uprising è un importante pezzo aggiuntivo di un gioco di per sé già assolutamente solido.

Per quanto riguarda l’interessantissimo Scramble: Battle For Britain (qui le nostre prime impressioni), dopo l’introduzione del multiplayer nella scorsa primavera, sono ora state introdotte importanti novità in merito ai bombardieri, cosa che obbligherà i giocatori a rivedere le proprie tattiche per intercettare e scompigliare le formazioni nemiche, spesso scortate da caccia messi a difesa dei fratelli più grandi e meno maneggevoli.
Questa introduzione ha contestualmente visto una revisione di alcuni elementi dell’interfaccia utente e dei modelli stessi dei bombardieri: è ora possibile vedere i portelloni aprirsi e apprezzare sia le manovre evasive che il lancio col paracadute dei membri dell’equipaggio quando l’aereo è perso.

Sono due i DLC usciti recentemente per Panzer Corps 2.
Con 9 missioni dedicate, Elite – Ghost Division ci presenta le gesta della 7° Divisione Panzer Tedesca, e le battaglie proposte nel DLC puntano a ricreare una certa storicità. Il tentativo di Elite – Ghost Division è quello di tornare alle radici di Panzer Corps 2, con l’attenzione posta agli avanzamenti rapidi delle truppe corazzate.
Frontlines – Westwall invece incentra le sue vicende sulla linea Sigfrido. La campagna, composta da 14 missioni, ci metterà al comando delle truppe statunitensi attraverso alcuni degli scenari più iconici del 1944.

Endless October è invece un DLC dedicato al valido ICBM: Escalation, altro titolo che ci è decisamente piaciuto. Endless October mette in campo uno scenario dove la Guerra Fredda non è mai terminata, e l’Unione Sovietica è ancora in piedi; il DLC propone 11 missioni sparse fra il 1950 e il 2047 durante le quali i giocatori vengono messi proprio a capo dell’orso russo.
Le truppe russe sono anche realizzate con modelli specifici: finalmente appaiono tank e aereoplani facilmente riconducibili all’Unione Sovietica.

Infine è il turno di Field Of Glory: Kingdoms, il grand strategy dedicato al medioevo che oltre alla simulazione degli scontri è in grado di farci combattere nel dettaglio le singole battaglie (se si possiede anche Field Of Glory II: Medieval). Il titolo si espande con Rajas & Tribes: oltre all’inserimento di India, Etiopia, Ghana e altri regni africani , è ora possibile giocare come un popolo nomade o tribale. La mappa di gioco è stata ovviamente estesa per includere territori che non siano solo europei.
Due dinamiche di gioco sono state aggiunte: gli scambi commerciali, che aiuteranno i popoli più arretrati a rimanere competitivi rispetto ai regni più potenti, e le campagne militari con obiettivi territoriali specifici.
Inoltre Rajas & Tribes include due scenari aggiuntivi: uno dedicato ad Alexander Nevsky e uno, davvero interessante, alla guerra tutta italiana tra Guelfi e Ghibellini.









