FTL – Faster Than Light

FTL ha rivoluzionato il mondo dei videogames, portando alla ribalta il genere roguelite rendendo gestibili le dinamiche anche ai giocatori meno appassionati.

 

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Quando uscì FTL, ormai 9 anni fa, per me si trattava di un oggetto misterioso. Mi trovavo di fronte ad un gioco che non riuscivo a categorizzare, che non rientrava in nessuno dei canoni tipici dei videogiochi e che era al tempo stesso un mix di cose già viste e qualcosa di completamente nuovo; e ne rimasi stupefatto.

FTL ci mette al controllo di una piccola nave spaziale e del suo equipaggio, impegnato a scappare dai nemici che la inseguono alla velocità della luce. Per riuscire a scamparla dovremo superare una serie di settori spaziali all’interno dei quali dovremo gestire le nostre pochissime risorse, a partire dal carburante, cercando di evitare pirati e danni ma, al tempo stesso, trovando il modo per continuare il viaggio e non rimanere a secco.

 

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I settori e le mappe sono generate in modo procedurale (come piace tanto dire da qualche anno a questa parte) e ogni partita è diversa. I vari sistemi solari sono collegati fra loro, e spostandoci verso il punto di uscita, verso il settore successivo, faremo incontri di varia natura e sempre ignoti prima di arrivare. Quello che troveremo è ogni volta un punto interrogativo: vogliamo tentare la sorte esplorando il relitto di una nave, magari trovando materiali utili o attivando dei droni di sorveglianza? Vogliamo salvare una stazione sotto attacco dai pirati, magari ottenendo dei bonus preziosi ma rischiando di distruggere la nostra nave?

La criticità di queste scelte consiste nel fatto che in FTL, come nei vari roguelite precedenti e quelli che seguiranno l’exploit di Faster Than Light, non esiste la possibilità di ricaricare un salvataggio precedente. Si può ovviamente interrompere una partita e riprenderla anche giorni dopo, ma non ci viene data la possibilità di ricaricare la partita in un punto di nostra libera scelta. Ogni azione, situazione, risultato è permanente; e se la nave esplode o il nostro equipaggio muore.. ciao belli, la partita è finita e tocca ricominciare da capo.

 

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Questo ci mette addosso una pressione pazzesca, e spesso una disattenzione può fare la differenza tra la salvezza senza danno e la morte immediata. Durante i combattimenti infatti le cose da tenere sotto controllo sono tante: dall’utilizzo delle nostre armi alla gestione dei sistemi di bordo, alle riparazioni interne fino al respingere abbordaggi di equipaggi nemici. Dovremo indicare ad ogni membro dell’equipaggio quale stanza occupare (ci penserà poi lui a capire cosa fare), bilanciare l’energia disponibile sui vari sottosistemi (potremo voler disattivare qualcosa per usare temporaneamente un’arma più potente, ad esempio), la sequenza di fuoco delle armi e la gestione dei portelli esterni. Portelli esterni? Si, perchè se abbiamo un incendio a bordo il modo più rapido per spegnerlo e limitare i danni è aprire la stanza al vuoto cosmico; lo stesso vale se vogliamo eliminare rapidamente degli invasori. Ma i nostri uomini? Il rischio è che se si danneggiano le porte o il sistema di ripristino dell’ossigeno anche loro moriranno…

 

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Ecco, questo è il succo di FTL: un gioco semplice ma non facile da battere, che offre sfide interessanti e sempre diverse e che ha mille modi per essere affrontato. Da FTL sono nati titoli come Bad North ed Into The Breach, quest’ultimo diretto seguito spirituale sicuramente meno riuscito.
FTL – Faster Than Light è un gioco che non invecchia mai: magari dopo il classico entusiasmo iniziale lo lascerete per giocare ad altro, ma di tanto in tanto tornerete a solcare le immensità spaziali gestendo armi laser e missili, punti energia ed equipaggio, il tutto mentre deciderete se rischiarvela contro quella nave nemica o filarvela a gambe rischiando di rimanere senza carburante in mezzo al vuoto assoluto.

 

FTL – Faster Than Light, 2012
Voto: 8