Made In Abyss – Stagione 2: la recensione

Continua la discesa verso il fondo dell’abisso e continua anche il meraviglioso contrasto tra i “casti” disegni e la brutalità fisica e psicologica della storia.

 

 

Made In Abyss, tratto dall’omonimo manga di Akihito Tsukushi, è sicuramente uno degli anime più particolari che mi sia capitato di vedere. L’autore nipponico ha scelto infatti di narrare una storia fisicamente e psicologicamente cruda, ma lo ha fatto rappresentando i protagonisti con un aspetto quasi “immacolato”. Un contrasto che inizialmente può confondere lo spettatore, ma che alla lunga risulta dannatamente incisivo.

La seconda stagione inizia proprio dove si è concluso il lungometraggio animato Made In Abyss: Dawn Of The Deep Soul. Riko, Reg e Nanachi, dopo aver ottenuto con grandissima sofferenza l’indispensabile fischietto bianco necessario a proseguire il viaggio, continuano la discesa verso i livelli più bassi dell’abisso. Fino ad ora la loro avventura è stata costellata da cruda violenza e momenti psicologicamente brutali, ma la storia che ci viene presenta in questa seconda stagione va ben oltre le aspettative. Il racconto infatti prende una piega macabra, morbosa e grottesca tutta basata sulle conseguenze della mera volontà di sopravvivere a tutti i costi.

Il sesto livello dell’abisso, il luogo in cui Riko, Reg e Nanachi giungono, è contraddistinto dalla presenza del Villaggio Dei Residui, un luogo dove gli abitanti hanno perso ogni parvenza di umanità e dove ogni violazione della legge comporta conseguenze inimmaginabili. La seconda stagione è composta da lunghe sequenze in cui viene raccontata la genesi di questo villaggio e di conseguenza anche tutta la follia che l’abisso riesce a generare nei viaggiatori che abbandonano i loro sogni e le loro speranze. La storia quindi procede in parallelo tra presente e passato, e questo permette alla regia di poter giocare con le inquadrature saltando da un tempo all’altro con dei parallelismi riuscitissimi.

 

 

Tanti sono i nuovi personaggi che hanno un rilievo in questa stagione e tantissime sono le creature che si muovono sullo sfondo del Villaggio Dei Residui. Il lavoro fatto per caratterizzare le nuove figure di spicco è notevole e rimane abbastanza fedele a quello fatto dall’autore Akihito Tsukushi nel manga.

Made In Abyss: Dawn Of The Deep Soul aveva aperto la strada alla violenza più malata e sadica, andando a calpestare con totale indifferenza i sentimenti più importanti come l’amore e l’amicizia. In questa seconda stagione andiamo ben oltre le aspettative più oscure con una storia ferocemente disturbante. L’autore sceglie infatti con entusiasmo di esaltare in modo raccapricciante delle sequenze a dir poco agghiaccianti, ma lo fa con una semplicità imprevedibile tanto quanto disarmante.

L’uso e l’abuso di tematiche come la sopravvivenza, la maternità, la vendetta ed il senso di colpa sono esasperate all’estremo diventando quasi un simbolo che a ben riflettere descrive in modo perfetto la realtà in cui viviamo. Tutto questo è totalmente in contrasto con lo stile dei disegni che hanno quell’innocenza, quella dolcezza e quell’armonia che lascia spiazzato e disarmato lo spettatore di fronte a queste violenze così estreme.

 

 

Lo studio Kinema Citrus (The Rising Of The Shield Hero, Il Mio Matrimonio Felice) confeziona un prodotto in linea con i precedenti, anche se qualche piccola sbavatura la si può notare. La prima parte di questa seconda stagione è stata utilizzata per colmare i vuoti narrativi utili a far precipitare lo spettatore nel gorgo di un finale di stagione frenetico. Purtroppo però è proprio la movimentata conclusione a far intravedere alcune lacune nell’utilizzo della CGI: sono tanti, forse pure troppi, i personaggi in movimento nelle inquadrature che fanno da palcoscenico agli eventi finali, e questo fa si che alcuni movimenti risultino meccanici e purtroppo fin troppo poco realistici.

Ci tengo particolarmente a sottolineare che quest’opera può arrivare a disturbare e scandalizzare perfino un adulto, quindi non è assolutamente adatta ad un pubblico di minori e non è consigliabile neanche ad un pubblico di adolescenti, soprattutto se non accompagnati alla visione. La seconda stagione di Made In Abyss propone schiettamente quello che la serie ha da sempre sostenuto: più si scende nell’abisso, più folle, malevole, macabra, morbosa e grottesca diventa la storia che ci viene narrata. A noi rimane solo da chiederci se Akihito Tsukushi sia un geniale scrittore che vuole provocare lo spettatore con l’oscurità che contraddistingue l’umanità o se la sua opera sia solo lo specchio del suo tetro abisso di follia.

Made In Abyss – Stagione 2, 2022
Voto: 8
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