Pick Me Up! potrebbe essere l’erede di Solo Leveling?

Pick Me Up! mette in campo un’ambientazione fantasy-videoludica molto particolare che, insieme a feroci combattimenti, promette un futuro di gloriose imprese epiche.

 

 

Solo Leveling è stato il manhwa (fumetto) che, tra le innumerevoli proposte coreane sfornate negli ultimi anni, probabilmente ha ottenuto il maggior successo a livello internazionale. La sua trasposizione animata è arrivata da pochissimo anche da noi in Italia raggiungendo un ottimo successo di pubblico. Purtroppo ancora nessun prodotto coreano è riuscito a seguire le orme di Solo Leveling, ma probabilmente questo Pick Me Up!, che si ambienta a metà tra videogioco ed fantasy, ha le potenzialità per ergersi sopra la media.

Lo studio Mobius è l’ideatore del videogioco per dispositivi mobile intitolato Pick Me Up Infinity Gacha e noto per essere brutalmente difficile. In questo gioco i partecipanti vestono i panni dei Master e gestiscono un accampamento al pari di divinità; il loro compito è quello di evocare eroi e, quando necessario, sacrificarli per ottenere combattenti più forti, costruire e migliorare gli edifici ed infine lanciare assalti a dungeons sempre più complessi che si trovano all’interno di una torre costituita da ben cento piani.

Loki, che è il nickname di uno dei migliori Master del gioco, sta finendo di saccheggiare un dungeon quando improvvisamente una figura ammantata d’ombra alza lo sguardo dal campo di battaglia e lo fissa ridendo; d’improvviso il protagonista si ritrova per magia all’interno del videogioco. La transizione da giocatore esterno a personaggio giocante è velocissima, tanto che Loki non fa in tempo a capire che cosa sia successo che già si ritrova immediatamente evocato nel campo di addestramento di un certo Master Anitng e nei panni dell’ eroe di livello uno Han Islat. Ora il protagonista ha un’unica speranza: quella di guidare i suoi compagni nei cento livelli estremamente complessi della torre e sperare di poter così tornare a casa.

 

 

Loki ovviamente si rende conto che fino ad ora ha giocato sacrificando la vita di esseri viventi e non di personaggi creati tramite la sviluppatissima intelligenza artificiale del gioco; un duro colpo che però non piega la volontà di Han Islat, anzi lo stimola a trovare qualsiasi escamotage per uscire vivo da questa trappola mortale. Il protagonista, abile stratega ed esperto giocatore, dovrà gestire molto bene i vari elementi a sua disposizione per essere sicuro di arrivare a vittoria certa, ma si troverà comunque a confrontarsi con persone reali, con emozioni vere e con un Master imprevedibile che ha sempre la possibilità di stravolgere le condizioni del gioco a suo piacimento.

Indubbiamente l’idea di usare i videogiochi come base di partenza per raccontare una storia non è particolarmente originale; Shangri-La Frontier, Overgeared, Dungeon Reset, BOFURI e Sword Art Online sono ottimi esempi di anime e fumetti che hanno utilizzato, in modi diversi, questa ispirazione. Però Pick Me Up! gioca in modo originale sulla rigida struttura di questi giochi gestionali per cellulari che vanno tanto di moda ultimamente.

Nella maggior parte dei titoli di questo genere spesso si perde la sensazione di trovarsi al cospetto di un videogioco ed il lettore si lascia trasportare dagli eventi narrati, mentre in questo fumetto sono sempre presenti molti riferimenti videoludici che mantengono costante la sensazione di trovarsi all’interno del gioco. La trovata però ancora più interessante che rende estremamente precaria la situazione del protagonista e di tutti i personaggi che vengono evocati dal Master nel suo campo base è la possibilità di offrire in “sintesi”, ovvero uccidere, alcuni personaggi per potenziarne uno solo. Una funzione del gioco che, al pari degli scontri nei dungeon, metterà ancora più apprensione nel racconto stesso.

 

 

In questa storia quindi la tensione è sempre presente ed estremamente palpabile pagina dopo pagina; questo spinge i vari personaggi ad esprimere costantemente i propri desideri, le proprie ansie e le proprie paure, permettendo al lettore di conoscerli meglio. Scopriamo così una caratterizzazione dei personaggi accurata e piuttosto varia che parte dal tenebroso Han Islat, passando per la giovane e vivace cacciatrice Jenna, fino a giungere ai vari personaggi di contorno che vivono spesso nella paura e nel terrore. Insomma un crogiolo di personalità che possono aumentare, tramite evocazione, o diminuire, morendo in battaglia o tramite la fusione tra eroi, a seconda dei capricci del Master.

Come sempre più spesso accade in Corea, questo prodotto è frutto di varie persone che collaborano tra loro ma che si celano spesso dietro pseudonimi o nomi di società, e non è quindi possibile identificare chiaramente chi abbia lavorato a questo progetto. È chiaro invece che i disegni di Pick Me Up! assomigliano molto a quelli del compianto Jang-Sung-Rak, l’autore di Solo Leveling, e questo ci fa subito capire il target di pubblico a cui il fumetto punta. Le tavole di questo manhwa però sono realizzate con una certa cura e sono capaci di trasmettere tutti i movimenti e l’enfasi dei combattimenti. Pur essendo tutto ambientato in un videogioco, il sangue schizza da tutte le parti e questo fa sì che le scene di lotta siano piuttosto crude e non lascino molto all’immaginazione.

Il fatto che il protagonista sappia molto ma non tutto del gioco lascia comunque lo spazio per imprevisti e tragici errori. Questo garantisce che la storia, pur abbastanza lineare nei primi capitoli, possa regalare diverse sorprese, momenti divertenti ed epici combattimenti. Pick Me Up! è uscito in Corea nel 2022 ma è ancora inedito in Italia; i poco più di venti capitoli usciti fino ad ora fanno ben sperare nel suo prosieguo e magari in una sua futura distribuzione internazionale.

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