Quello che si nasconde dietro il mancato tetto sul prezzo del gas

Accordi inconfessabili, operazioni militari nascoste, guerre combattute con metodi non militari: la storia dietro il price cap è degna di un libro di fantapolitica.

 

 

Che l’Unione Europea sia uno strumento ad uso e consumo di lobby e potentati è ormai evidente ed innegabile. Da anni evidenziamo come l’UE serva solo ad arricchire e favorire le lobby di potere, e guarda caso lo scandalo legato al Qatar, esploso in questi giorni ma ben lungi dall’aver esaurito la sua spinta distruttiva, ha confermato le nostre tesi.

Ma al di là di situazioni legate a reti di eurodeputati corrotti, ci sono dinamiche politiche molto più profonde e preoccupanti. A livello più alto, la Germania ha ormai preso il controllo dei gangli decisionali dell’UE e la manovra come un burattino per i propri scopi. Dopo decenni di vessazioni imposte ai Paesi del sud Europa per indebolirne le economie e renderli sudditi tramite un strangolamento economico seguito da indebitamenti con l’Unione Europea, l’ultimo strappo è quello della farsa in essere sul tetto del prezzo del gas.

 

 

Il prezzo del gas e di conseguenza quello dell’elettricità hanno subito un forte rincaro dal momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina, quando l’Unione Europea, insieme agli Stati Uniti ed ai paesi del blocco occidentale, ha applicato sanzioni sempre più restrittive. Ma se il prezzo è certamente salito a livello mondiale, in Europa è semplicemente schizzato alle stelle; e questo perchè, per tutelare gli amici olandesi, fidi scudieri di una Germania che ha vinto una guerra non militare di conquista continentale combattuta a suon di poltrone a Bruxelles, il prezzo del gas in Europa è stabilito da un borsino che si trova ad Amsterdam. Paradossalmente, questo borsino gestisce volumi di materia prima ridicolmente bassi, e ha come unico motivo di esistere quello di una gestione centralizzata del prezzo da applicare ai Paesi dell’UE.

In soldoni, il motivo dell’innalzamento del prezzo del gas di DODICI volte mettendo a confronto il terzo trimestre 2020 col terzo trimestre 2022, è la speculazione effettuata in questo borsino dalle compagnie operanti sul mercato, che hanno finora rastrellato denaro il più possibile senza alcun interesse per il bene pubblico; e dall’altro, la tolleranza della Germania, legata strettamente al gas russo, che ha ostacolato a più riprese ogni misura di ritorsione contro Mosca e che è interessata ad assicurarsi contratti a qualsiasi prezzo, vista la sua capacità di mettere in campo capitali importanti, cosa che invece strozza gli altri Stati dell’Unione.

 

 

Ma c’è un altro motivo per il quale alla Germania non è mai interessato applicare un tetto al prezzo del gas europeo: quello legato ad un accordo mai smentito di approvvigionamento sottobanco di gas dalla Russia anche in questi mesi, effettuato a prezzo di favore (si parla di un terzo di quello che ha pagato il resto dell’Europa) sfruttando il NordStream 1. E questa sarebbe la ragione dietro all’intervento di forze militari non ancora identificate, ma probabilmente inglesi o americane, che hanno distrutto le condutture rendendole permanentemente inutilizzabili.

 

 

È ora di rendersi conto una volta per tutte che questa Unione Europea non ha alcun senso di esistere se non per tutelare gli interessi di pochi, e che in Europa non esiste alcuna politica comune; peggio, non esiste alcun rispetto fra i differenti Stati che invece dovrebbero aiutarsi l’un l’altro. Lo vediamo con il prezzo del gas, con lo scaricare il peso dell’immigrazione clandestina unicamente su Italia, Grecia e Spagna, e lo abbiamo visto con la crisi del Covid dove tutti hanno immediatamente pensato esclusivamente a conservare gelosamente le proprie scorte; comprensibile, in questo caso, ma assolutamente contrario al principio di “comunità”.

L’Unione Europea è un entità dannosa e pericolosa, che affida a lobby o enti terzi (talvolta addirittura privati) decisioni fondamentali per la vita dei suoi cittadini e la sua gestione economico-finanziaria;  e per questi motivi va neutralizzata il prima possibile, e fatta tornare quello che è stata per cinquant’anni: un luogo dove fare esclusivamente accordi economici, e non politici. Che la sovranità e l’indipendenza dei vari Stati torni alla luce, invece di nascondere l’interesse dei soliti noti dietro un’apparenza di “unione”.

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