The Invincible: la recensione

Finalmente un vero racconto interattivo: la trasposizione videoludica del libro di Stanislaw Lem è veramente ben realizzata ed assolutamente affascinante.

 

 

Negli ultimi anni, i videogiochi che pretendono di raccontare storie si sono moltiplicati. Voler seguire una delle mode del momento non significa però riuscire a realizzare giochi interessanti; e nel recente passato abbiamo avuto modo di vedere qualche esperimento fallito.
The Invincible invece riesce pienamente nel suo compito, sia grazie ad una storia solidissima, presa direttamente da uno dei migliori romanzi di fantasicenza realizzati nell’est Europa, sia per un comparto grafico che avvolge il giocatore e lo trasporta in un mondo assolutamente affascinante e di sicuro impatto.

 

 

In The Invincible impersoneremo i panni di un’astronauta inviata su Regis III a recuperare i compagni di spedizione che non rispondono più alle chiamate radio. Ben presto, com’è ovvio che sia, ci troveremo di fronte ad un mistero con cui dovremo convivere cercando di salvare il salvabile.

Il primo impatto con The Invincible può lasciare spiazzati: potrebbe sembrare di trovarci al cospetto di un gioco di esplorazione molto lineare e leggermente poco rifinito. Ma se sugli aspetti tecnici parleremo più avanti, occorre subito chiarire che lo scopo del titolo non è offrire un’esperienza aperta, come potremmo immaginare trovandoci su di un pianeta da esplorare, quanto raccontarci piuttosto fedelmente quanto Stanislaw Lem ha scritto nel suo romanzo attraverso un gameplay estremamente lineare: fondamentalmente ci muoveremo sulla superficie di Regis III seguendo indicazioni ben precise per poter incontrare determinate situazioni, vedere nuove scene e scoprire i retroscena di quanto stia capitando sul pianeta.

 

 

In altre situazioni questo risulterebbe una forzatura, mentre in The Invincible ci si lascia presto catturare dall’atmosfera del titolo, che alla storia decisamente intrigante affianca un comparto grafico che, pur imperfetto, è in grado di lasciare il giocatore a bocca aperta. Gli scenari proposti, gli scorci, le vallate: il panorama nel suo complesso è stupefacente e capace di ammaliare completamente chi lo osservi. Nonostante emergano alcune pecche, come il movimento dell’acqua sulla riva o alcune texture, o ancora la gestione del nostro personaggio sui “muri invisibili” messi per impedirci di cadere dai burroni, l’effetto complessivo è sicuramente ottimo. E se navigare sul pianeta offre emozioni quasi paragonabili a certe spettacolari scene del Solaris di Soderbergh (non a caso tratto da un altro romanzo di Stanislaw Lem), quando si effettuano incontri inaspettati sembra veramente di trovarsi sul posto oltre al rimanere basiti per la cura e la particolarità di ciò che ci si para davanti, specialmente in relazione ai retro-futuristici oggetti parto della fantasicenza d’oltrecortina del dopoguerra.

 

 

In tal senso, The Invincible convince pienamente. Qualche parola va però spesa su alcuni bug e strani blocchi temporanei che avvengono soprattutto al momento di caricare una partita salvata. Probabilmente si dovrebbe spendere un po’ di tempo a sistemare questi problemini che comunque non portano mai alla perdita del salvataggio o al crash del gioco (a volte è sufficiente premere Esc per tornare al menu e poi rientrare in partita).
Altra cosa che forse avrebbe meritato maggiore chiarezza è la notifica del salvataggio automatico: l’icona è piccola e, per via dei colori, spesso non ben visibile; non potendo salvare manualmente, non è facile capire quando poter interrompere la partita senza dover ripetere le ultime fasi vissute.

 

 

The Invincible è una di quelle produzioni peculiari che si fatica a definire videogioco: è più un libro visivo che richiedere al giocatore di compiere azioni, una vera e propria storia interattiva che unisce al concetto di walking simulator una forte componente carismatica. The Invincible è sicuramente un titolo consigliatissimo a chi cerca un’esperienza legata alla narrativa ma anche allo stupore; l’importante è sapere che il ritmo del gioco è piuttosto lento e non esistono scene d’azione dove ci venga chiesto di contare sui nostri riflessi e sulla nostra adrenalina.

 

The Invincible, 2023
Voto: 8
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