The Void: la recensione

Un film strano: recitato da cani, con una trama non eccezionale, eppure ammaliante e che sa cogliere nel segno.

 

 

Ad un occhio attento, tutto quello che gira intorno a The Void è particolare, atipico, decisamente fuori standard. Il film del 2017 è stato realizzato a quattro mani da Jeremy Gillespie e Steven Konstanski, due registi alla loro prima vera prova; il cast è interamente composto da figure di terzo piano (il protagonista Aaron Poole è in pratica uno sconosciuto) e recitano più o meno tutti male. È un film passato in sordina nelle sale e che dopo 5 minuti sembra una cagata pazzesca.
Insomma gli elementi per il disastro ci sono tutti; e invece The Void stupisce.

Probabilmente quello che attira, e parecchio, in The Void è il fitto mistero che avvolge la trama. Nonostante fin dai primi secondi di proiezione ci si renda conto di trovarsi di fronte a qualcosa di più crudo del solito e che il film sia in sostanza un action-horror, l’intera proiezione è permeata da qualcosa di mistico ed innaturale, qualcosa che avvolge lo spettatore strisciandogli attorno come una presenza eterea. E maligna.

 

 

È innegabile che ci sia un sapiente utilizzo di atmosfere lovecraftiane, con determinati passaggi che sembrano mutuati dall’universo malevolo e dannato degli Antichi; sembra di leggere un racconto dell’autore statunitense, solamente ambientato nei giorni nostri.
Questa è la vera forza del film: saper sfruttare al meglio le ottime intuizioni legate al mondo dell’horror, unendole ad un aspetto quasi splatter, o comunque molto intenso dal punto di vista degli effetti speciali. Se nella prima fase infatti il film sembra avere tinte piuttosto neutre, andando avanti nella proiezione ci troveremo spiazzati per quanto proposto sullo schermo. La sua natura più intrinseca lo avvicina e ricorda, con le debite differenze, film come Il Seme Della Follia e Silent Hill, ma anche come Leviathan.

 

 

The Void è in effetti una pellicola dal doppio volto: quasi imbarazzante quando ci si trova nel piano “normale”, quello di noi umani, e incredibilmente affascinante quando ci si avvicina a quello ultradimensionale. Ci sono alcuni aspetti che non vengono chiariti ed alcuni passaggi che sono forzati o comunque poco chiari; nonostante questo The Void riesce a colpire, specialmente se conoscete il mondo creato da Lovecraft.

Sicuramente non è un film che si possa consigliare a tutti; il voto finale è valido soprattutto per gli amanti del genere.

 

The Void, 2017
Voto:7
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