Through The Ages: la recensione

Un altro esempio di come il pc renda più semplice la gestione di giochi complessi: Through The Ages è perfetto da giocare sul computer.

 

 

I giochi da tavolo più complessi beneficiano tantissimo del supporto del computer; non si ha la necessità di lasciare un tavolo a se stesso in attesa che il nostro compagno torni a giocare come nel caso dei wargame (tipo Warplan) e non si perde tempo a preparare il tabellone… per non parlare della gestione di regole e punteggi, o della facilità di trovare avversari (come nel caso di Twilight Struggle). In merito a questo, il mondo dei giochi da tavolo è un ambiente molto settoriale: le innumerevoli tipologie presenti generano dibattiti anche forti tra gli amanti ed i detrattori dei vari sistemi di gioco. I sistemi di scuola tedesca sono quelli più complessi, che rendono i giochi più completi e ricchi di sfaccettature, ma al tempo stesso difficili da gestire e che richiedono conoscenze profonde del regolamento.
Through The Ages è il perfetto esempio: un gioco bellissimo, ma al tempo stesso estremamente difficile da digerire, che l’utilizzo del computer rende piacevole e adatto ad ogni giocatore.

La versione digitale è fedelissima alla versione da tavolo (anche se ci sono delle opzioni per renderlo più snello senza stravolgere le dinamiche originali). La gestione del gioco si ottiene tramite la pesca di carte, che hanno diversi usi a seconda della tipologia, ed una serie di segnalini che indicano il raggiungimento di certi livelli tecnologici e di produzione.

 

 

Lo scopo del gioco è raggiungere il maggior numero di punti cultura a fine partita, per imporre la propria civiltà come quella più influente nel mondo. Per farlo però è necessario procedere per gradi: occorre accrescere la propria capacità di sostentamento della popolazione e di costruzione delle strutture; realizzare un esercito in grado di tenere testa agli avversari; il tutto sviluppando le giuste tecnologie e costruendo grandi meraviglie che ci diano i bonus più utili al nostro stile di gioco.

Le varie componenti dell’economia di gioco sono estremamente interconnesse. Tanto per fare un esempio, per costruire una miniera di ferro occorre prima pescare la carta relativa alla tecnologia necessaria, poi accumulare abbastanza punti produzione e punti cibo per realizzare rispettivamente la struttura e gli operai per lavorarci; ed ognuna di queste componenti richiede risorse per essere sviluppata. La nostra tribù ha ovviamente una piccola capacità iniziale, ma dovremo immediatamente darci da fare per non restare indietro.

 

 

Abbiamo accennato alla presenza delle grandi meraviglie alle quali si affiancano le carte leader: in entrambi i casi si tratta di richiami storici, e le carte presentano dei bonus fondamentali per la nostra civiltà.
Altri bonus li otteniamo con la colonizzazione delle nuove terre, che entrano in gioco nella seconda fase della partita, e col buon esito delle guerre che possiamo scatenare contro gli avversari (e che vengono gestite in modo astratto tramite il semplice confronto dei nostri eserciti).

Il gioco, diviso in diverse epoche che vedono tecnologie sempre più potenti rendersi disponibili, utilizza un sistema di eventi globali a sancire il passaggio del tempo. Sul finire della partita – tramite edifici specifici ottenuti grazie alla rivalutazione delle altre componenti del gioco (il numero di cittadini felici, o la capacità scientifica tanto per dirne un paio) – anche chi avrà accumulato meno cultura potrà rimettersi in gioco.

 

 

Insomma il risultato è sempre incerto fino alla fine; e se le partite in multiplayer sono per loro natura ben bilanciate (si può giocare anche in locale), stupisce l’AI, in grado di essere ben più di una semplice presenza. Non è affatto detto che alla fine della partita (durata media in solitario: 1 ora) saremo primi, anzi!

L’unico difetto di Through The Ages è che l’intero gioco è costruito per favorire chi gioca per primo, scelta tipica dei giochi di stampo tedesco e che sinceramente non riesco a comprendere. Si può vincere anche da secondi o da terzi (da quarti scordatevelo) ma è indubbio il vantaggio che ha chi gioca per primo.

Detto questo, Through The Ages resta un giocone: un appassionato di strategici complessi troverà in questo titolo un ottimo modo per passare un’oretta stimolando il cervello con qualcosa che richiede pianificazione e strategia pur senza doversi impegnare al punto di bruciare le cellule neurali già provate da una giornata di lavoro.
Altamente consigliato.

 

Through The Ages, 2018
Voto: 9 (10 pieno se non fosse per il vantaggio del primo a giocare)
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