L’utilizzo del pronome giusto chiarisce come ci stiamo ponendo verso il nostro interlocutore; dare del “tu” ad uno sconosciuto è una mancanza di rispetto.

C’è un pessimo andazzo nella società contemporanea. La mancanza di educazione, intesa come assenza di nozioni ma anche sul piano del comportamento, sta rapidamente imbarbarendo l’italiano medio; e uno dei modi di fare più fastidiosi degli ultimi anni è la scomparsa del “lei” nelle conversazioni fra estranei.
Ci sarà capitato di approcciare o essere approcciati da qualcuno che, mai visto prima ci dà del “tu” senza curarsi di ciò che questo implichi. L’effetto è molto sgradevole, almeno per chi ha un minimo di infarinatura di buone maniere e sa che fra “tu” e “lei” c’è un abisso.
Dare del “lei” non è solo un arcaismo, un retaggio del passato. È invece una forma di rispetto nei confronti della persona che abbiamo davanti; dando del “lei” marchiamo sicuramente una distanza che con il “tu” azzeriamo, ma proprio per questo motivo non si può dare del “tu” a chi non si conosce; un minimo di confidenza precedente è necessaria.
È un po’ come quando qualcuno con il quale non abbiamo confidenza si avvicina troppo a noi, arrivando ad invadere quello spazio vitale immaginario che ognuno di noi traccia attorno a sé. Non è estremamente fastidioso? Non cerchiamo di allontanarci di poco per riprendere le giuste distanze? La differenza fra “tu” e “lei” è esattamente la stessa.
Dare del “tu” o del “lei” ha impatto anche sulla scala gerarchica sociale. Vedere professori accettare volentieri che gli studenti si rivolgano a loro dando del “tu” gela il sangue: la mancanza di rispetto nei confronti della classe insegnante passa anche dalla non separazione e distacco tra figura formativa e studente; quest’ultimo non deve pensare di essere alla stessa altezza dell’insegnante, pena la mancanza di credibilità e di autorevolezza di quest’ultimo.
Un cameriere o un commesso che danno del “tu” ad un cliente non è una forma di gentilezza; è prendersi una confidenza che non è stata (ancora?) data dall’avventore, che potrebbe facilmente indispettirsi.
Tra ragazzi è normale darsi del “tu” anche se non ci si conosce; ed anche in ambiti informali è più che comune che persone anche grandi non badino alla forma. Dipende dal contesto: in situazioni leggere e giocose, darsi automaticamente del “tu” è consuetudine. Ma in tutti gli altri frangenti, ricordarsi di dare del “lei” è fondamentale: per rispetto e per buona educazione, ma anche per evitare di dare al prossimo la sensazione che sia tutto scontato, facile e banale.
E se in passato era normale capire la differenza di momenti e situazioni, oggi l’appiattimento culturale e di modi sta rendendo maleducata e sciatta la nostra società. Invertire la tendenza passa anche per le piccole cose; fra le quali, ricominciare a dare del “lei” al prossimo.









