Wind Breaker: bici e discese pericolose

Corse in bicicletta su e giù per le strade della Corea. Un manhwa con una buona premessa, ma che non brilla per cura grafica.

 

 

Ci sono volte in cui ti va di leggere qualcosa di diverso? Non ti preoccupare, sei in buona compagnia! Ultimamente mi è capitato spesso di cercare la “novità” per distrarmi dalla solita routine di fantasy e fantascienza che cominciano ad essere un po’ troppo ripetitivi. Così scopro Shiori Experience, un manga che ruota tutto intorno alla buona musica, oppure mi guardo Blue Period, un anime fantastico sulla pittura. Purtroppo non sempre si è fortunati, ci sono volte che ti capitano anche cose meno interessanti…

Negli ultimi anni, noi assidui lettori abbiamo fatto la conoscenza del mercato coreano che ha cominciato ad esportare una fiorente produzione di manhwa (manga coreani). Molti prodotti sono nuovi, ma altri ci arrivano in ritardo, come questo lavoro del 2013 che s’intitola Wind Breaker. I punti cardine di quest’opera sono indubbiamente: le gare con le biciclette, il ciclismo come stile di vita nelle nuove generazioni, amicizie, amori ed ecologia. Insomma un buon pacchetto di temi con cui poter giocare e costruire un racconto interessante.

Jo Ja-Hyun è uno studente taciturno della scuola superiore Taeyang. È considerato da tutti un grandissimo studioso e ricopre la carica di rappresentante degli studenti. I suoi modi di fare sono schivi e distaccati, non è particolarmente interessato a cucire rapporti interpersonali con i compagni e questo lo rende una persona solitaria. Il suo isolamento è però voluto: la sua famiglia pretende il massimo da lui e da suo fratello minore e questo lo costringe ad impegnarsi totalmente nello studio ed a fuggire le possibili distrazioni.

 

 

Jo Ja-Hyun ha però trovato una valvola di sfogo, lui inforca la sua vecchia bicicletta e sfreccia di notte su e giù per le vie della sua città. L’amore per la bicicletta arriva in tenera età, quando lo zio gli ha regalato una vecchia bici da corsa. Da quel momento il giovane ragazzo non ha fatto che sognare i momenti di liberà in sella alla sua bicicletta. Con il tempo è diventato molto bravo e padroneggia il mezzo come un professionista.

Le sue solitarie corse diventano improvvisamente molto movimentate a causa di un incontro con una crew di ciclisti della sua età. Le rivalità all’interno del gruppo di ragazzi coinvolgeranno Jo Ja-Hyun in alcune gare. Minu, il campo della crew, ha capito perfettamente la passione che lega il nostro protagonista alla sua bicicletta, perché è la stessa che prova anche lui. Il capo della crew è un ragazzo ricco e scapestrato, poco incline allo studio e alla disciplina; trova nella bicicletta una via di fuga dai suoi problemi con il padre e la matrigna. Ora che ha trovato un ragazzo con la sua stessa passione per il ciclismo, non ha intenzione di mollarlo.

Jo Ja-Hyun e Minu si ritroveranno forzatamente a convivere per un periodo e così cominceranno a conoscersi meglio e a correre in bicicletta insieme. Altri personaggi inizieranno ad apprezzare lo stile di vita legato alla bicicletta ed avversari sempre più competitivi entreranno nella vita dei due ragazzi.

 

 

JO Yong Seok, l’autore di questo Manhwa, imbastisce una storia con tante possibilità di sviluppo. Purtroppo non riesce a caratterizzare i suoi personaggi in modo efficace, visto che sembrano sempre impostati come soldatini, ma riesce a descrivere abbastanza bene la passione per la bicicletta. Ho apprezzato il fatto che, pur accennando ad alcune parole tecniche, non si sia spinto troppo in profondità in spiegazioni ardite, ma abbia sorvolato per non gravare troppo nella parte iniziale del racconto.

Purtroppo i disegni non sono all’altezza. I personaggi sono curati in modo semplice, ma nulla di eclatante. Lo stile dell’autore è piuttosto anonimo. Il punto più deludente sono gli sfondi. Comprendo che la maggior parte delle scene in esterna abbia principalmente uno sfondo che inquadra il cielo, ma l’autore spesso presenta i soggetti su sfondi monocromatici dai colori accesi. In pratica evita il più possibile di lavorare sulla profondità o sulla spazialità delle scene, preferendo un approccio più in primo piano.

Come dico sempre, i disegni possono sempre migliorare; purtroppo ho come l’impressione che JO Yong Seok non abbia molto voglia di sforzarsi perché riduce la rappresentazione degli ambienti al minimo indispensabile e solo lì dove non ne può fare a meno. Wind Breaker non mi ha conquistato come pensavo all’inizio. Le gare sono belle e la trama potenzialmente può nascondere ancora delle sorprese, ma manca di quella scintilla che ti fa venir voglia di leggere il capitolo seguente. Sinceramente, o siete appassionati del genere, o altrimenti non ve lo consiglio.

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