Apocalypse, Please! – la recensione

Dall’Austria arriva un curioso e particolare film che punta a ridicolizzare i fanatici del nostro tempo; il risultato è discreto.

 

 

Di film e serie che raccontano di un mondo post-apocalittico e della sorte dei sopravvissuti ce ne sono a bizeffe. Dai tempi di Zombi il genere si è evoluto parecchio (non sempre per il meglio) e il pubblico sembra apprezzare sempre di più. Apocalypse, Please! è invece un film che va in netta controtendenza: punta a ridicolizzare alcun aspetti assurdi della nostra società. La realizzazione del film è tutt’altro che raffinata, e se molto è fuori dalle righe è pur vero che tutto è contestualizzabile e paradossalmente funzionale alla riuscita del film.

La storia vede una troupe al seguito di alcuni pacifisti cercare di realizzare un documentario sui “survivalisti”, cioè coloro che si preparano e si allenano per resistere alla fine della civiltà. L’attenzione dei documentaristi è posta sia sulla ricerca a tutti i costi della sensazionalismo, del modo di realizzare un documentario-reality che punti allo scandalo, sia ad evidenziare alle assurdità degli estremisti pacifisti e della combriccola improbabilmente assortita che si portano appresso.

 

 

In effetti tutto il film ha toni grotteschi e tutt’altro che credibili; per certi versi sembra più di assistere ad una commedia teatrale o a un pellicola sperimentale che ad un film tradizionale. Il risultato è quindi alterno, controverso, altalenante; eppure, pur osservando quanto Apocalypse, Please! sia un prodotto di una categoria certamente inferiore, è impossibile non notare come ci siano intelligenti stoccate al mondo moderno, all’egoismo delle persone, al fanatismo imperante ed alla superficialità che sembra pervadere la maggior parte delle persone.

In tal senso è sicuramente discreto il lavoro svolto dietro la macchina da presa da Barbara Graftner, che con pochi mezzi ed un cast certo non esplosivo realizza una pellicola tutt’altro che memorabile ma che riesce a farsi apprezzare proseguendo nella visione; se il primo impatto non è infatti dei migliori, sicuramente il film riesce a premiare per lo meno la caparbietà degli spettatori che vogliano superare lo scoglio iniziale.

 

 

Alcune scene sono abbastanza memorabili, come l’allenamento al tiro delle armi da fuoco da parte di chi si rifiuta di usare proprio le armi da fuoco o il tentativo dello sponsor di portarsi a letto la regista che a sua volta cerca in ogni modo di portare a compimento il suo progetto; o ancora il finale surreale, davanti al quale non si riesce a non restare spiazzati.

Abbiamo detto di un cast non eccezionale, che infatti non fa moltissimo per migliorare la qualità della pellicola. Su tutti vanno menzionati un bravo Robert Finster nel ruolo di un odiosissimo e viscido riccone, sponsor del documentario, Marie Christine Fredrich nel ruolo della regista e Peter Pertusini e Daniela Golpashin nel ruolo dei pacifisti survivalisti. Niente di eccezionale, sia chiaro, ma sono le figure cardine del film e riescono tutto sommato a portare a casa la pagnotta.

 

 

Apocalypse, Please! non è assolutamente un capolavoro, eppure merita a suo modo una visione non troppo distratta grazie soprattutto al sottotesto ben inserito in una storia surreale, grottesca e non per tutti; proprio come The Lobster e Rumore Bianco, film altrettanto particolari dei quali abbiamo in passato parlato sulle nostre pagine.

 

Apocalypse, Please!, 2020
Voto: 6
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