Arma 3: la recensione

Grazie alle sua flessibilità e modularità, oltre che alla capacità di saper fornire al giocatore un’esperienza milsim molto profonda, Arma 3 è diventato un classico senza tempo.

 

 

Arma 3 è uno di quei pochi videogiochi che nascono con la precisa idea di ricercare il realismo quasi senza compromesso. Quarto capitolo della serie (oltre ai primi due capitoli della serie, occorre infatti ricordare il capostipite Operation Flashpoint), Arma 3 è un titolo al tempo stesso ruvido, ricco di sfaccettature, profondo ma anche in grado di rivelarsi semplice e diretto dietro un’interfaccia comunque complessa.

 

 

Uscito nel 2013, Arma 3 mette a disposizione del giocatore mappe mediterranee con isole di alcuni chilometri quadrati dove, in un futuro sempre più prossimo (il 2035 è più vicino di quel che si pensi), tre fazioni si scontrano: le forze della Nato, del blocco arabo-russo ed una forza indipendente di origine greca. Arma 3 è pensato per gestire operazioni sulla terraferma, sul mare, sott’acqua e in aria, e dopo anni di patch e di bilanciamenti, lo fa tutto sommato abbastanza bene (anche se la fisica dei veicoli rimane uno dei suoi punti deboli).

La campagna ufficiale, tutt’altro che breve, porta il giocatore a scoprire le funzioni base-medie del gioco, permettendogli gradualmente di acclimatarsi al sistema di tiro, all’utilizzo dell’inventario (non sempre intuitivo) e delle dotazioni tecnologiche a sua disposizione. Come se questo non bastasse a soddisfare i più, oltre questo livello esiste una incredibile profondità di gioco che, volendo (tutto è opzionale), può richiedere conoscenze di navigazione cartografica, dei sistemi d’arma e delle loro differenze, della comprensione delle tante tacche delle ottiche montate sui fucili, del pilotaggio di carri armati, elicotteri ed aerei e di innumerevoli altri dettagli.

 

 

Gli scontri a fuoco sono intensi e, a seconda del livello di difficoltà impostato, possono essere anche frustranti; i bot sono noti per la loro “vista laser”, capaci di colpire da distanze siderali ma poi meno efficaci nel corto raggio. I soldati (alleati o nemici) gestiti dal computer sono sempre stati un punto controverso di Arma 3: sono certamente in grado di riempire il gioco senza dare eccessivamente l’impressione di essere delle comparse, ma certi loro comportamenti mai completamente sistemati lasciano perplessi, a partire dal pathfinding e dal loro rimanere incastrati in caseggiati, guadi e strettoie che rendono talvolta la loro gestione una maledizione.

Il vero cuore di Arma 3 però va oltre la componente single player: è nel gioco con altri esseri umani (mischiati ai bot, volendo), che il gioco spicca il volo, permettendo di ricreare tattiche di movimento realistiche e riproporre versioni digitali di piccole squadre di incursione e combattimento.
La modularità con cui Arma 3 è stato concepito permette praticamente ad ogni giocatore di trovare la sua nicchia di gioco: da chi arrivi direttamente dagli FPS più fracassoni (magari con l’esclusione di Call Of Duty e Battlefield) a chi viva di pane e manuali tattici di combattimento, ognuno può regolare i parametri di Arma 3 in modo da ottenere l’esperienza di gioco più consona. C’è chi disabilita il parametro della resistenza e abbassa il livello di abilità dei bot per rendere la partita un festival del piombo volante, e chi nasconde ogni elemento dinamico dalla mappa e dall’interfaccia di gioco per rendere tutto più realistico alzando il tasso di profondità del gioco: tutto è possibile e tutto è configurabile.

 

 

Arma 3 possiede un editor potentissimo capace di lasciare completamente libertà al giocatore di realizzare scenari personalizzati, sia semplici ed immediati che complessi e strutturati. In questo caso occorre però imparare almeno i rudimenti del linguaggio di scripting del gioco; un vero codice analogo a quelli di programmazione che consente di concatenare eventi e oggetti per realizzare missioni altamente elaborate.
Altro aspetto validissimo del gioco è la possibilità di arricchirlo con un numero infinito di mod, che spaziano dal semplice vestiario ed armamentario alla definizione di interi eserciti, passando per nuove mappe altamente dettagliate e varie arrivando a nuove modalità di gioco strategiche, tattiche e addirittura survival o zombesche (DayZ non a caso nasce come una mod del precedente Arma 2). Si possono giocare battaglie con eserciti vittoriani o ambientati nel mondo di Star Wars, con tutto quel che viene in mezzo.

 

 

Nonostante i suoi anni, Arma 3 è ancora sicuramente spigoloso sotto numerosi aspetti, a partire dalla quantità di tasti da dover utilizzare per poter acceder alle funzionalità avanzate: riuscire a tenere a mente tutto quanto è semplicemente impossibile per un giocatore novizio o occasionale, ma anche un veterano può trovarsi in difficoltà ed essere costretto a cercare il tasto assegnato tra i mille comandi disponibili.
Come accennato, la fisica dei veicoli e degli edifici è stata migliorata nel corso degli anni ma è ancora imperfetta; può capitare di ribaltarsi piuttosto facilmente, o di esplodere per aver sbattuto contro un masso. Di contro, i veicoli blindati (anche le jeep) sembrano essere capaci di abbattere intere sezioni di muri di cinta senza alcun problema. Anche i modelli di guida sono rivedibili: quello dell’elicottero prevede due possibilità; una particolarmente semplificata, l’altra molto farraginosa e non del tutto realistica e piacevole, specialmente se messa a paragone con il modello di volo di Squad.
Gestire i bot alleati può essere un vero esercizio di pazienza: i menu che rendono possibile dar loro ordini granulari sono fin troppo dettagliati e le voci sparpagliate, richiedendo così una memoria ferrea per ricordarsi dove si trova il comando che vogliamo impartire senza andare per lunghi tentativi (rischiosi, quando si è sotto il fuoco nemico).
Manca anche la possibilità di categorizzare le mod scaricate: il launcher nativo permette solamente di creare dei preset salvabili, comodo unicamente fin quando il numero di pacchetti presenti sul nostro disco non diventi enorme (ci vuole veramente poco) e si perda il controllo del contenuto.

 

 

Arma 3 è un titolo a tutto tondo di altissimo livello. Nonostante tutte le sue asperità, è un videogioco capace di fornire al giocatore una vera esperienza milsim alla quale solo pochi altri titoli (il già citato Squad, ad esempio) hanno provato ad avvicinarsi (qui il nostro approfondimento sul tema).
Se Arma 4 è stato annunciato per il 2027 e nel frattempo Arma Reforger ha permesso di lenire l’attesa, annacquando però il gameplay per permettere anche ai giocatori console di partecipare al banchetto, Arma 3 rimane tuttora la scelta ottimale per chi voglia provare il brivido di trovarsi in una vallata senza troppi punti di riferimento, senza sapere dove si trovino i nemici e dovendo raggiungere un obiettivo con poche munizioni e con qualche commilitone umano a dar man forte. Passata una fase di apprendistato, Arma 3 è un titolo in grado di appagare i giocatori in cerca di un profondo realismo.

 

Arma 3, 2013
Voto: 9