Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

Il titolo è lungo e pomposo, ma il film … non ci credo che lo sto per dire veramente … mi è quasi piaciuto!

 

Già solo il titolo, così lungo e pomposo, ti scoraggia ad andare a vedere questo film, ma è un errore! Il film è divertente e vale il prezzo del biglietto; quattro euro e cinquanta non di più mi raccomando, che altrimenti è un furto. Birds of Prey e bla bla bla di bla bla bla di Harley Quinn è un film divertente, dal titolo che te lo scordi appena lo hai letto; cosa che si sono accorti anche alla Warner Bros che sta chiedendo, alle più grandi catene cinematografiche americane, di inserire un nuovo titolo più breve e immediato: Harley Quinn: Birds of Prey. Tutto questo perché, nel primo fine settimana di messa in onda, le attese d’incassi sono andate sotto le stime.

Lasciamo da parte titolo ed incassi e tuffiamoci nell’analisi del film. Il primissimo punto a favore di questa pellicola è indubbiamente quello di aver estromesso Jared Leto. Nel film si parla del Joker, ma di Leto non vi è traccia. Massima stima a chi ha scelto questa soluzione, perché Leto che interpreta Joker è davvero un pessimo spettacolo.

 

 

Il secondo punto a favore è di certo quello di non essere caduti nella trappola Deadpool. Di che sto parlando? Semplicemente del fatto che Harley Quinn, nell’universo DC dei fumetti, è il personaggio che si rivolge direttamente al lettore; come fa Deadpool nei suoi fumetti e nei suoi film. Utilizzare lo stesso stratagemma sarebbe stato un grosso errore. Difatti Harley si rivolge direttamente alla telecamera un paio di volte in tutto il film, ma si percepisce che non è un discorso rivolto agli spettatori, come se stesse parlando con una figura immaginaria nella sua testa.

Per mantenere l’originalità del personaggio dei fumetti, gli autori hanno scelto di utilizzare come voce narrante proprio quella di Harley Quinn, per creare un filo conduttore tra pensiero della protagonista e mente dello spettatore. La scelta è sicuramente vincente. Seguire le vicende di Harley Quinn, con il commento dei suoi pensieri, t’immerge ancora di più nella strana e buffa psiche del personaggio.

La trama del film è abbastanza banale: una rottura, un furto, una ricerca, una fuga ed in fine lo scontro. Il film è tutto qui. Questa confezione serve solo a vendere la protagonista, interpretato dalla brava Margot Robbie, e presentare tutta una serie di nuovi personaggi tutti al femminile. D’altronde il film è pensato e girato apposta per esaltare le figure femminili, complesse e controverse, a discapito di quelle maschili che sono la causa scatenante di qualsiasi problema. Attenzione, non vorrei essere frainteso, non mi sto lamentando per la scelta al femminile del film, faccio solo notare cio’ che emerge dalla pellicola.

 

 

Harley Quinn: Birds of Prey ti coinvolge in modo divertente e ti strappa diverse risate. Un film con tante scene d’azione che esalta la peculiare caratteristica della protagonista, quella di essere particolarmente esplosiva ed incontrollabile. Tralasciando l’esaltazione di Harley Quinn e la sua conseguente comicità, il film contiene poco altro.

Per passare una serata simpatica e senza pensieri, andate pure a vedere Birds of Prey e bla bla bla di bla bla bla di Harley Quinn; io l’ho fatto e ammetto che, nel giusto stato mentale, non mi è neanche dispiaciuto.

 

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, 2020
Voto: 6