Blind Faith Descent

Zion cerca vendetta! Il suo popolo è stato sterminato e lui è diventato uno schiavo, ma presto sarà il migliore manipolatore di veleni al mondo.

 

 

Blind Faith Descent è un lavoro particolare. Il deserto e gli abiti arabeggianti ci catapultano in pieno medio oriente. Le scimitarre, le tende e la totale assenza di tecnologia ci conducono in un periodo medievaleggiante. Zion, questo è il nome del nostro protagonista, è nato in terre lontane ed il suo popolo è stato perseguitato per il suo credo quasi fino al totale annientamento. Per salvarsi da morte certa, Zion si è offerto come schiavo bambino e ha trovato rifugio in questa nazione desertica. I suoi inseguitori non hanno idea che lui sia ancora vivo, ma Zion ha giurato di vendicarsi.

Come può uno schiavo riuscire ad annientare un intero regno battendo tutti i cavalieri che lo difendono? Diventare un guerriero non avrebbe senso. Lo scontro uno contro molti sarebbe del tutto svantaggioso. Quindi la soluzione risiede nelle arti magiche che sono l’unica speranza di vittoria per il nostro protagonista. Quale magia può averla vinta su migliaia di guerrieri?

Zion ha cercato la risposta nelle arti oscure della negromanzia. Evocare un esercito che possa combattere per conto suo sembrava essere la scelta migliore, ma poi il nostro schiavo dai lunghi capelli neri ha scoperto di essere molto portato alla manipolazione dei veleni, un’arma implacabile, ma forse troppo lenta.

 

 

Oltre alla magia, Zion riesce a conquistarsi un secondo vantaggio: la protezione di Tia, la figlia del reggente di quelle terre desertiche. Le sue lunghe giornate da schiavo sono seguite da lunghe notti in cui è utilizzato principalmente come oggetto sessuale. Solo in alcuni momenti riesce a fuggire la sua vita da schiavo e dirigersi verso le cripte. In quell’oscuro luogo risiede il potente negromante Yehiinatal che attende il suo allievo per schernirlo e deriderlo, ma anche per accompagnare la sua evoluzione di manipolatore dei veleni.

L’introduzione della figura del negromante è stata solo la prima contaminazione occidentale in un’ambientazione del tutto mediorientale, ma non è stata l’ultima: uno dei primi poteri forti con cui Zion dovrà competere è rappresentato dall’Arcivescovo, figura evidentemente rubata dalla cultura Cattolico Cristiana. Le contaminazioni non arrivano solamente dall’occidente: ci sono guerrieri di chiara matrice indiana che richiamano alla mente il Dhalsim di Street Fighter.

 

 

Zion si troverà invischiato in giochi di potere molto più grandi di lui e questo forse è l’aspetto più interessante del racconto. Il grande palcoscenico preparato ad arte dall’autore è solo l’inizio della storia che si dovrà per forza proiettare verso altro. Zion è uno schiavo in terra straniera e il suo obiettivo è quello di vendicarsi di chi ha distrutto la sua razza e lo ha cacciato dalla sua terra.

Parliamo ora dello stile grafico che non è eccelso, ma si lascia guardare; gli sfondi sono spesso solo abbozzati e poco curati. Purtroppo mi è capitato anche di vedere il protagonista disegnato al limite dell’accettabile, cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso. Come dico spesso, con la pratica si può solo migliorare, ma in questo caso sono già sette anni che il prodotto è in corso di lavorazione e non noto una buona evoluzione grafica.

Dopo aver letto la maggior parte dei capitoli posso dire che ancora non ho capito se questo progetto mi piace o meno. Sicuramente una novità interessante è l’ambientazione mediorientale. Sono strutturati molto bene gli intrighi e le lotte di potere, ma tutto questo può bastare? Blind Faith Descent non è un capolavoro, questo è evidente, ma per il momento si lascia seguire senza annoiare. Come sempre ringrazio i fan e plaudo il duro lavoro che, senza fini di lucro, viene rilasciato online e ci permette di leggere lavori che forse non arriveranno mai in Italia.

 

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