Follia: Escape From Tarkov PvE in vendita a 250 euro

Battlestate Games ha recentemente annunciato l’introduzione della modalità single player per il suo famoso gioco ad un prezzo di vendita ridicolo.

 

 

Escape From Tarkov è un titolo che ormai da qualche anno imperversa sui monitor di molti videogiocatori, ed è stato in grado di creare da solo un nuovo genere: quello dei survival shooter “ad estrazione”, cioè dove se si muore durante la missione si perde tutto quello che si porta addosso in quel momento.
Sono tantissimi i giochi che ne hanno imitato gameplay e funzionalità; da Marauders a Hawked, passando per Zero Sievert e Nakwon, tutti questi titoli hanno ripreso pari pari da Escape From Tarkov lo schema di ogni missione: preparati, esci, saccheggia, ritorna in base o perdi tutto.

Battlestate Games, lo studio di sviluppo dietro Escape From Tarkov, ha da tempo una politica di vendita particolare; il gioco è acquistabile solo sul sito ufficiale e non è disponibile sulle principali piattaforme di content delivery di videogiochi. Anche il prezzo non è dei più bassi; dai 52 euro della versione standard (era 35 euro solo poco tempo fa) agli 86 e 115 euro per le versioni che offrono equipaggiamento aggiuntivo, maggior spazio di stoccaggio ed altri vantaggi in gioco. Insomma, oltre ad un prezzo alto (scelta legittima) si foraggia la pessima ma diffusa pratica di rendere la vita facile a chi evidentemente preferisce le scorciatoie alla soddisfazione di ottenere tutto da soli.

 

 

La cosa che non può non lasciare basiti, però, è che l’accesso alla modalità PvE, recentemente annunciata e agognata da tempo, sarà consentita solo a chi acquisterà o farà un upgrade alla versione Unheard Edition, messa in vendita alla bellezza di 250-dicesi-250 euro. Una cosa folle, ingiustificabile, assolutamente immorale considerando che per Battlestate Games nemmeno i possessori della precendente versione top di gamma, la Edge Of Darkness in vendita a 150 euro, che avrebbe dovuto consentire l’accesso a tutti i DLC realizzati, avrebbero avuto il diritto di godere della modalità single player.

Gli sviluppatori si sono trincerati per una settimana dietro la scusa che l’introduzione del PvE non possa intendersi come un DLC ma come una nuova funzionalità; una settimana di polemiche e rivolte (pacifiche) sui canali ufficiali del gioco da parte dei giocatori che, a nostro parere a piena ragione, si sono sentiti defraudati e presi semplicemente in giro. Ci sono voluti sei giorni prima di vedere una parziale retromarcia (“i possessori della versione Edge Of Darkness avranno uno sconto del 70%”) e infine l’accettazione della disfatta, con l’annuncio che la modalità PvE sarebbe stata gratuitamente assegnata a chi aveva già sborsato 150 euro per il gioco.

Oggettivamente, qui c’è poco da trovar scuse. Battlestate Games ha messo in piedi una delle peggiori pratiche commerciali di sempre, una schifezza alla pari del ripetuto tentativo di Bethesda di rendere a pagamento le mod dei suoi giochi (guarda caso il recente aggiornamento Next Gen non ha introdotto nulla di sostanziale ma ha reso inutilizzabili le mod gratuite) e la infinita sequela di DLC messa in vendita per i giochi Paradox che aggiungono pezzi di gioco che sarebbero dovuti essere inclusi nelle versioni base.

Ma c’è di più. Pagare 250 euro per un videogioco è pura follia; per quanto si tratti di un prodotto divertente, affascinante, bello a vedersi e dotato di dinamiche uniche e fantasmagoriche, il prezzo di un videogioco non può arrivare a essere circa un quarto di stipendio di un comune padre di famiglia; è una cosa ridicola ed immorale, e se i giocatori hanno un po’ di amor proprio possono iniziare a lanciare messaggi ben chiari a quell’industria che ha smesso per larghi tratti di essere “divertimento” per diventare una mangiatoia per multinazionali, grandi gruppi economici e manager che con i videogiochi probabilmente non hanno mai avuto nulla a che fare.

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