Kakegurui Twin – Stagione 1: la recensione

Scuola e scommesse sono un connubio diverso dal solito; in Kakegurui Twin si fondono in una storia intrigante ma forse troppo arzigogolata.

 

 

L’Accademia Privata Hyakkaou è una scuola molto particolare frequentata da giovani studenti provenienti unicamente da famiglie ricchissime. Dopo i classici orari di lezione, i corridoi della scuola si trasformano in un luogo di perdizione dove tutto è deciso tramite il gioco d’azzardo; l’unica e sola variabile consente di barare, manipolare e truffare il prossimo a piacimento, almeno finché non si viene smascherati. Tutti coloro che perdono e non possono saldare i debiti diventano “animali”, o per meglio dire schiavi, alle dirette dipendenze di chi detiene il loro debito.

Kakegurui Twin è il prequel della serie animata intitolata semplicemente Kakegurui, a sua volta tratta dall’omonimo manga di Homura Kawamoto. Tutti e due i prodotti sono strutturati per cercare di accentuare l’ambigua relazione tra scuola, scommesse e giochi d’azzardo. Questo spin-off, composto da soli sei episodi, si concentra principalmente nel presentare la bella Mary Saotome e nel narrare il suo ingresso in questo particolare istituto. La protagonista è ben nota al pubblico di Kakegurui, ma in questa storia scopriremo lentamente la sua evoluzione che parte da una tenace giocatrice in rotta di collisione con avversari ben più astuti e preparati di lei.

Purtroppo la storia di Kakegurui Twin è praticamente la stessa del titolo principale: l’obiettivo di Mary infatti sarà quello di provare a liberare una sua amica dal rango di “animale” ed al contempo di farsi strada nelle gerarchie del gioco d’azzardo dell’accademia Hyakkaou. Trama quindi già ampiamente vista e che ha come aggravante quella di avere la stessa profondità di un tappo di dentifricio. Il semplicissimo obiettivo di vincere sempre e comunque per appagare il proprio desiderio di eccellere è una molla piuttosto vuota, che dovrebbe essere sostenuta da ben altro per poterci costruire sopra un prodotto che conquisti il pubblico.

 

 

In aiuto di Kakegurui Twin arrivano però tre fattori che smuovono un po’ le acque: la caratterizzazione dei personaggi, le complicate meccaniche dei giochi d’azzardo e la qualità indiscussa dello studio MAPPA. I personaggi sono strutturati abbastanza bene, con diversi lati oscuri e, in alcuni casi, con una forte predisposizione alla depravazione; in particolare quest’ultima viene messa bene in evidenza tramite le umiliazioni emotive, psicologiche e sessuali che gli “animali” sono costretti a subire. I vari personaggi, sia i principali che quelli secondari, possono essere definiti per lo meno particolari, ma difficilmente ci si riesce ad identificare in qualcuno di loro.

Si sale di livello con i giochi d’azzardo, che all’apparenza possono sembrare semplici da apprendere, ma che invece nascondono delle trappole davvero ben congeniate. Mary si ritrova spesso a scoprire sulla sua pelle le varie insidie nascoste nel gioco; iniziano così parziali delucidazioni sulle macchinazioni e sulle manipolazioni programmate dai suoi avversari. La maggior parte delle volte però è necessario attendere una spiegazione completa, semplice o complessa che sia, per poter apprezzare mosse e contromosse messe in piedi durante la partita.

Scordatevi i colpi di fortuna, perché in Kakegurui Twin nulla è lasciato veramente al caso e quello che può sembrare una vittoria facile spesso si trasforma nella ghiotta esca per una trappola ben più insidiosa. Non mancano purtroppo passaggi un po’ troppo cervellotici che possono far percepire tutta la complessa struttura del gioco d’azzardo come nebulosa o poco credibile. La vera nota negativa di tutto questo impianto è però il fatto di non avvertire minimamente la tensione di una partita che mette nel piatto la vita stessa dei partecipanti.

 

 

Lo studio MAPPA (Jujutsu Kaisen, Chainsaw Man, L’Attacco dei Giganti, Vinland Saga) non ha bisogno di presentazioni; la qualità delle sue produzioni è ben nota ed anche in questo caso ci troviamo al cospetto di un prodotto che fa stropicciare gli occhi da quanto è curato bene sia nei disegni che nelle animazioni. Anche le musiche sono state scelte egregiamente per supportare i momenti di tensione che il gioco d’azzardo prova a stimolare in chi guarda.

Come ultimissima riflessione vorrei concentrarmi proprio sul connubio scuola e gioco d’azzardo, che sinceramente trovo sbagliatissimo come accostamento. Indubbiamente questo è un prodotto giapponese, e come tale prova a conquistare la fetta di mercato dei liceali giapponesi sempre in cerca di nuove emozioni e modi con cui evadere mentalmente dai pesanti schemi sociali a cui sono sottoposti, ma mi chiedo anche: quanto può essere pericoloso se questa stessa idea venisse emulata da ragazzi provenienti da altre culture e da altre situazioni sociali? Un pensiero che mi ha fatto scendere un brivido lungo la schiena.

Kakegurui Twin è una serie pienamente fruibile per chi non conosce la storia pregressa, mentre per chi conosce già le vicende originali non aggiunge praticamente niente a quello che si è già visto; è quindi evidente che non basta qualche nuovo e mirabolante gioco d’azzardo per costruire una serie vincente.

 

Kakegurui Twin, 2022
Voto: 5
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