Kyashan Sins

Attratto da un nome conosciuto, sono finito in una TRAPPOLA! Siete pronti ad odiare la vita eterna e a desiderare la morte?

 

 

Il vecchio Gandalf ci avrebbe detto “Fuggite sciocchi!”. Noi però ci sentiamo superiori, vogliamo fare gli sboroni e c’infiliamo nelle trappole che hanno nomi conosciuti. Perché parlo al plurale? Semplicemente perché ora che hai iniziato a leggere pure tu questo articolo sei finito nella mia stessa trappola chiamata curiosità! Compagno di sventura, ti voglio avvisare, l’impresa di capire di che diavolo parla questo Kyashan Sins può nuocere gravemente alla salute, quindi se vuoi risparmiarti qualche neurone dalla follia che segue, cessa di leggere ora, lo dico per il tuo bene.

Sei ancora qui? E allora vuol dire che ti vuoi male… Ben venuto nel trip mentale che narra della morte di tutte le cose, della ricerca della vita eterna e della condanna di un povero androide ad essere l’ago della bilancia di un mondo in continuo disequilibrio tra la salvezza e la distruzione totale. La serie che vi sto per presentare ha in comune tutti i personaggi descritti nella più famosa serie animata che andò in onda durante la nostra infanzia/adolescenza, ma è una rivisitazione dal nome totalmente fuorviante.

La storia narra di un futuro totalmente desolato in cui umani ed androidi condividono lo stesso inesorabile destino: gli umani sono sull’orlo dell’estinzione perché costretti a vivere in un mondo ormai sterile che non concede loro quasi più nulla se non aride distese a perdita d’occhio; i robot e gli androidi sono soggetti al “deterioramento”, un miscuglio di ruggine e corrosione che pervade l’aria avvelenando i corpi immortali e le componenti meccaniche. Solo cambiando costantemente le parti danneggiate un essere artificiale può sperare di prolungare la propria vita ed è per questo che solo i più forti posso sopravvivere in questo folle mondo. Tutto questo decadimento è stato causato da un singolo evento avvenuto oltre cento anni prima: Kyashan ha ucciso Luna.

 

 

Onestamente, a quanti di voi è caduta la mascella dopo aver letto che Kyashan ha ucciso Luna? E quanti di voi sono riusciti ad essere così lucidi ad afferrare il concetto che la morte di Luna ha causato l’avvelenamento del pianeta e scatenato il “deterioramento” che distrugge tutte le macchine? Bene, se siete ancora connessi, aggiungiamo che cento anni dopo questo famigerato evento il nostro Kyashan gira per il mondo senza una meta precisa, non ricordando più chi è e per che cosa è stato creato. Compresa la portata di questa rivelazione, a me erano partite tutta una serie di supposizioni sul fatto che Luna non era stata uccisa da Kyashan e che gli eventi narrati oltre cento anni prima erano menzogne messe in giro per nascondere delle verità ancora più scomode. Insomma ero partito con dei trip mentali che, dannazione, sono diventati una TRAPPOLA! Si perché ti viene naturale provare ad immaginare cosa è successo realmente durante una estenuante sequenza di episodi lenti e volutamente macchinosi che non ti dicono niente se non ribadire lo stesso concetto di base: “Kyashan ha ucciso Luna”.

Il nostro androide non ricorda nulla, ma sente di aver fatto qualcosa di profondamente sbagliato. Durante il viaggio per scoprire il suo passato, incontrerà molti robot che lo odiano per aver privato il mondo della speranza. Incontrerà anche molti altri robot che invece tenteranno di divorarlo sperando di ottenere la vita eterna che solo lui pare aver mantenuto dopo la morte di Luna. Molte notizie si accavallano e si smentiscono l’una con l’altra. Qualcuno afferma addirittura che Luna è ancora viva. Tante notizie che sembrano essere più fantasia che realtà alimentano uno stato di costante confusione gestito alla grande anche dalla sequenza degli episodi che ti danno la sensazione di un ordine temporale non congruente.

Questo caos, che genera ancora più dubbi nello spettatore, è l’arma vincente della serie. Così mi sono dovuto arrendere ed apprezzare le lente scene accompagnate da perfette musiche che sottolineano ancora di più la gravità della situazione. Affascinante è la profonda e cervellotica analisi sullo stato effimero della vita e sulla condanna della solitudine dovuta all’immortalità che matura con gli incontri e con il graduale ritorno della memoria di Kyashan. In più di un momento mi sono ritrovato a pensare di assistere ad un trattato filosofico piuttosto che alla trama di un anime che dovrebbe intrattenere facendo passare qualche ora spensierata. Tutto questo a causa della trappola fatta dal dubbio e dalla curiosità di sapere come sono andate realmente le cose che mi ha avvinto e soggiogato per tutta la durata della serie.

 

 

Non ho particolarmente gradito la scelta di introdurre due personaggi, androidi molto simili a Kyashan che si chiamano Dio e Leda, perché nell’ottica complessiva della storia non cambiano quasi niente, se non allungare l’attesa. In particolare Dio serve solo ad evitare lo scontro con Bryking Boss, il mitico androide che voleva la supremazia delle macchine sull’uomo anche nella serie originale; per assurdo, Bryking Boss ed il suo sogno sono l’unica cosa che la serie originale e questo Kyashan Sins hanno in comune.

I disegni dei personaggi principali richiamano molto la serie originale; in un primo momento anche i robot che costituivano l’esercito di Bryking Boss sembrano assomigliare a quelli che tutti conosciamo, ma gradualmente diventano pallide ombre di quelle enormi e sgraziate macchine che un tempo riempivano i teleschermi a tubo catodico. L’animazione è di buon livello, anche se c’è da dire che la devastazione e la desertificazione degli ambienti hanno aiutato molto gli animatori a concentrarsi più sui personaggi principali che sul resto delle comparse e degli scenari.

La storia si conclude in un modo a dir poco inaspettato. Comunque da me non saprete se Kyashan ha davvero ucciso Luna o meno. Solo io devo calarmi i trip mentali? Visto che sei arrivato fino a qui, ora puoi anche andare su Prime e vederti la serie con i tuoi occhi. Ammetto che è stato faticoso, principalmente all’inizio quando ti riempiono la testa di queste frasi ad effetto che non capisci se sono vere o mere dicerie riportate, ma la curiosità che ti viene nel capire come sono andate le cose realmente è piuttosto avvincente. Il finale è una sorpresa che potrebbe piacere come deludere lo spettatore. Per me è stata una buona conclusione che non brillerà per efficacia, ma è correttamente sviluppata per il percorso fatto durante la maturazione e l’evoluzione del nostro Kyashan.

 

Kyashan Sins, 2008
Voto: 7.5