Modern Love – Seconda Stagione: la recensione

Ne avete amato anche voi la prima stagione? Brutte notizie, allora! Perché questa seconda infornata di episodi è un’evirazione artistica!

 

Modern Love (seconda stagione)

 

L’idea di fondo della serie Modern Love, in onda su Prime Video, è fantastica. Le migliori storie (vere) pubblicate sull’omonima rubrica del New York Times diventano episodi auto-conclusivi che raccontano le difficoltà reali di vivere i sentimenti al giorno d’oggi in una metropoli. La cosa aveva già funzionato in podcast ma, come era immaginabile, il risultato sul video è una bomba. Soprattutto se ci butti dentro nomi come Anne Hathaway, Tina Fey, Dev Patel, Catherine Keener, Cristin Milioti, Olivia Cooke, Sofia Boutella e John Gallagher Jr. (poco performante invece in 10 Cloverfield Lane).

Meritati plausi ed elogi a John Carney, produttore e regista della maggior parte degli episodi. Tutti questi encomi però hanno forse fatto male al ragazzone: la seconda stagione fa semplicemente schifo. Le premesse erano buone: aveva l’idea di allargare alcune riprese in Irlanda (non a caso suo paese natio) e di farsi affiancare da registi talentuosi ma s’è dimenticato di scegliere storie decenti. E così finisci in quel loop mortale in cui c’è quell’amico che pensa di raccontarti una chicca e invece ti sta uccidendo l’anima di noia.

Modern Love 2, come viene anche definita la serie, è un ensemble di otto storie diverse tra loro il cui filo conduttore è che non interessano a nessuno. I temi generali affrontati sono anche validi (e politically correct) ma davvero c’era bisogno di raccontarci per l’ennesima volta di due amiche liceali che un po’ si piacciono e un po’ se ne vergognano? E per fare un altro esempio: ci interessava assai la vicenda di una tizia che di giorno non riesce a star sveglia? Più o meno è quello che è successo a tutti noi durante gli anni di scuola ma non per questo Amazon ci ha messo sotto il naso un contratto corpulento.

 

Modern Love (seconda stagione)

 

Il flop totale del tutto si chiarisce quando la narrazione azzarda l’attualità. C’è una puntata, quella con Kit Harington e Lucy Boynton, in cui due sconosciuti in un treno verso Dublino s’innamorano nel fatidico marzo 2020, cioè alle porte di quel lungo lockdown mondiale che ci ha buttati per mesi sui divani in pigiama. I due riusciranno a reincontrarsi in un momento storico decisamente poco idoneo alle relazioni sociali? Senza spoilerare nulla, si può almeno anticipare che il finale è demenziale. Roba da prendere a calci la tv.

E qua emerge il punto più debole di questa debole seconda stagione: i finali fanno tutti schifo. Ma proprio tutti… e (spesso) si resta a bocca aperta per la delusione mentre scorrono i titoli di coda. Massimo rispetto per la pratica del coitus interructus ma applicarla (costantemente) ad un prodotto audiovisivo genera non poco nervosismo. Se la prima stagione ha creato in ognuno di noi una personale classifica degli episodi preferiti (per me il migliore era quello della Hathaway), qua si cercherà una top8 del meno peggio che, sempre secondo me, è la prima ingannevole puntata. Bruttina, pensi, ma l’accetti perché t’immagini un diesel che sta scaldando il motore. Poi ti ritrovi a camminare a piedi in una strada di letame e vorresti il tuo tempo indietro.

Se la velocità è una delle caratteristiche del nostro tempo, allora Modern Love ha colto nel segno: prima mi piaceva un sacco ed ora, in un battito d’ali, lo vorrei cancellare dalla mia memoria.

 

Modern Love – Seconda Stagione, 2021

Voto: 4

 

Per condividere questo articolo: