Kraven – Il Cacciatore, la recensione

Se vi siete persi il tentativo della Marvel di copiare il successo di Joker, avete fatto male: è un ottimo film… comico.

 

"Kraven – Il Cacciatore" recensione

 

È il 2024 quando Chandor accetta dalla Sony l’incarico di raccontare la vita di un super-cattivo dei fumetti; nello specifico si tratta di Kraven il cacciatore che, però, ve lo diciamo subito, più che altro ha cacciato il pubblico dalle sale e, ora, dalle piattaforme. Il personaggio sarebbe anche interessante: un classico perfidone di Spider-Man ossessionato dalle sfide che, fumetto dopo fumetto, tenta di catturare il ragno umano per la sua personale collezione. Su carta fu creato dalla coppia d’oro Stan Lee e Steve Ditko (infatti funziona) e a livello di immagine fu impostato come la fotocopia di George Michael ad una festa dei Village People. Tutto molto bello, ancor più nell’evoluzione dark della graphic novel L’Ultima Caccia Di Kraven il cui finale è semplicemente sorprendente. Eppure, nonostante, tutto questo ben di Dio narrativo di partenza, la pellicola si rivela il nulla cosmico. La trama è un’accozzaglia di imprecisioni e fatti irreali.

Sergei Nikolaevich Kravinoff è figlio di un cattivissimo boss della mafia russa (un Russell Crowe sempre più in versione fraschette di Ariccia) ed ha un fratello di nome Dimitri (che è come dire Luca Rossi in Italia). I due ragazzi sono diversi dal padre e le distanze si palesano del tutto quando, in un safari in mezzo alla savana, il ragazzone viene mezzo sbranato da un leone. A salvarlo è una pozione africana di Calipso (Ma chi è? Da dove viene? Perché?) che da allora gli dona super poteri e una garra da centrocampista dell’Atletico Madrid. Negli anni, il Sergione nazionale, interpretato da Aaron Taylor-Johnson, non caccia gli animali ma i criminali e lo fa con grande violenza; una specie di Punisher ma con l’interno tenero come i Sofficini, perché molto legato al fratellino che continua a vedere di nascosto. Vi sembrerà strano ma quello che affonda il lungometraggio non sta qui ma nella seconda parte.

 

Ecco al recensione di "Kraven – Il Cacciatore" che aspira ad essere la versione della Marvel di Joker ma...

 

Se all’inizio, infatti, il tutto regge restando nel mondo dei gangster, la crepa appare evidente all’arrivo del super nemico. Sì, avete capito bene. Il futuro cattivo Kraven deve combattere contro un altro cattivo: si tratta di Rhino (altro noto criminale dell’Uomo Ragno) realizzato talmente male che sembra un personaggio del Bagaglino di Pingitore. E così tra un Massimo D’Alema e un Cirino Pomicino, questo duello si fa sempre più imbarazzante con colpi da catch alla Antonio Inoki e dialoghi da denuncia penale. Non ci credete? Vi diciamo solo che a un certo punto Calipso dice testualmente: “Mia nonna? È morta qualche anno fa e poi non l’ho più vista”. Stanno ancora cercando gli sceneggiatori.

 

"Kraven – Il Cacciatore" recensione

 

Il colpo di grazia di Kraven Il Cacciatore però non ce lo dà lui, tra lance e balestre, ma il finale. Senza voler anticipare nulla per chi ha voglia di vedere un film che avrebbe potuto essere girato da Mel Books, abbiamo il dovere morale di dirvi che il personaggio del fratello minore Dimitri viene sviluppato in un modo… inatteso. Ma proprio tanto inatteso inatteso.

Chissà perché questo lavoro costato centocinquanta milioni di dollari ne ha incassati solo sessanta; eppure scontenta tutti, nessuno escluso! Quello che è certo è che in queste ore in cui è stato caricato sulle piattaforme, non è avvenuto il miracolo dei Masters Of The Universe che non solo ha bucato gli incassi ma sta anche spopolando come streams.

Kraven uccide i cattivi, le fiere e lo spettatore a casa!

 

Kraven – Il Cacciatore, 2024
Voto: 4