Not That Movie!: la recensione

Il cinema diventa pretesto per l’ilarità: Not That Movie! trasforma titoli e recensioni in un vortice di fantasia, risate e combinazioni sempre sorprendenti.

 

 

Negli ultimi anni, le ispirazioni cinematografiche hanno invaso le ludoteche con titoli che richiamano pellicole cult come La Cosa, Lo Squalo, Il Signore Degli Anelli, Shining, L’Alba Dei Morti Viventi, Grosso Guaio A Chinatown e tanti altri. Cinema e gioco da tavolo insomma formano un connubio sorprendentemente armonioso; tuttavia esiste una categoria di giochi che del cinema fa un pretesto per scatenare risate fragorose e commenti a volte anche coloriti. Not That Movie! appartiene proprio a questa categoria: un gioco che non chiede di rivivere un film, ma di reinventarlo, mescolando titoli e recensioni in un vortice di nonsense e fantasia.

Dentro la scatola si trova tutto il necessario per costruire questo piccolo delirio cinefilo: un tabellone, un mazzo di carte Titolo, uno di carte Recensione con commenti positivi e negativi, i segnalini e i telecomandi che servono per indicare le scelte dei giocatori.
Le carte Titolo, il vero cuore del gioco, sono divise a metà, ciascuna con una porzione del nome di un film reale che, combinate tra loro, danno vita a nuovi e improbabili titoli. Ad esempio, la metà superiore di Ritorno Al Futuro può fondersi con la metà inferiore di La Finestra Sul Cortile, generando un bizzarro Ritorno Sul Cortile oppure, al contrario, può nascere un imperscrutabile La Finestra Al Futuro. Da questi incroci surreali nasce l’anima spassosa del gioco, dove ogni nuova combinazione apre la strada a interpretazioni sempre diverse e spesso irresistibilmente assurde.

 

 

Le regole si apprendono in pochi minuti: vengono disposte otto carte Titolo intorno al tabellone che, combinate, generano otto titoli di film inesistenti; a quel punto vengono lette due recensioni, una entusiasta e una impietosa. Tutti i giocatori devono scegliere a quale bizzarro titolo si associano meglio e votare segretamente. Come ultima operazione, ogni giocatore, a turno, deve votare uno tra i titoli al tavolo che pensa non essere quello giusto; al secondo errore la mano si conclude e i giocatori guadagnano punti pari ai film eliminati. Il gioco prosegue per cinque mani e si conclude consultando una tabella che indicherà la bravura del gruppo come cinefili.

Edito in Italia da dV Giochi, Not That Movie! vanta una curva di apprendimento immediata; non serve conoscere le pellicole originali né essere esperti del grande schermo; anzi, talvolta l’ignoranza cinematografica diventa un vantaggio, perché permette di lasciarsi guidare solo dall’intuizione e dalla fantasia. In questo gioco non esistono risposte corrette o sbagliate, ma soltanto scelte più o meno coerenti con le recensioni fornite. Giocare a Not That Movie! è, in fin dei conti, un’esperienza leggera, priva di tensione o competizione serrata, dove anche l’errore contribuisce al divertimento generale; il sistema cooperativo, basato sulla sintonia del gruppo, rende infatti la partita scorrevole e inclusiva, perfetta per rompere il ghiaccio o concludere una serata in allegria.

Il vero punto di forza, tuttavia, risiede nelle risate che scoppiano al tavolo quando le combinazioni di titoli iniziano a prendere forma. Alcune risultano quasi credibili, altre sfiorano la comicità più pura e spontanea; non mancano poi accoppiamenti dal doppio senso malizioso, che scatenano sorrisini e battute tra i giocatori adulti. Il bello è proprio questo: il gioco si adatta al tono del gruppo, oscillando tra umorismo leggero, ironia surreale e momenti di ilarità condivisa. Ogni partita diventa così un piccolo spettacolo collettivo, dove la fantasia dei partecipanti è protagonista tanto quanto le carte stesse.

 

 

L’elemento che rende Not That Movie! sorprendentemente longevo è la sua varietà. Le combinazioni di titoli sono oltre venticinquemila e le recensioni, grazie al loro tono volutamente vago, mantengono quasi sempre un ampio margine di interpretazione. Due partite difficilmente si somigliano, ma in aggiunta a questo c’è la componente umana, rappresentata dal modo in cui ciascun gruppo costruisce il proprio immaginario, cosa che garantisce una rigiocabilità ulteriore.

L’unico limite significativo si trova nella scalabilità: il gioco è pensato da due fino a sette partecipanti, ma offre il meglio di sé tra tre e cinque giocatori. In due, l’errore è raro e il senso di cooperazione si perde un po’; in gruppi più numerosi, invece, la difficoltà aumenta e le partite rischiano di chiudersi con pochi punti, a meno che il gruppo non sia ben rodato e affiatato.

Not That Movie! è una delle proposte più originali apparse negli ultimi anni nel panorama dei party game. Ironico, veloce e genuinamente spensierato, riesce a unire il fascino del cinema alla leggerezza del gioco da tavolo senza prendersi mai troppo sul serio.

 

Not That Movie!, 2022
Voto: 7,5
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