<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Film - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
	<atom:link href="https://www.tanadelcobra.com/tag/film/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tanadelcobra.com/tag/film/</link>
	<description>Liberi ed indipendenti dal 1999</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 07:50:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2021/04/cropped-Logo-TONDO-512-Tana-Bordo-Medio-32x32.png</url>
	<title>Film - Archivi - La Tana Del Cobra</title>
	<link>https://www.tanadelcobra.com/tag/film/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Super Mario Galaxy &#8211; Il Film: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/super-mario-galaxy-il-film-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MarcoF]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 01:08:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animazione: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[cine]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33481</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una nuova avventura galattica porta Super Mario al cinema con un’animazione spettacolare e una storia semplice, ma ricca di riferimenti ai videogiochi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/super-mario-galaxy-il-film-la-recensione/">Super Mario Galaxy &#8211; Il Film: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova avventura galattica porta Super Mario al cinema con un’animazione spettacolare e una storia semplice, ma ricca di riferimenti ai videogiochi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-33482 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_1.jpg" alt="" width="1200" height="720" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_1.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_1-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span id="more-33481"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.tanadelcobra.com/super-mario-bros-il-film-recensione/">Super Mario</a> ritorna al cinema con il suo secondo film di animazione, prodotto anche questa volta da Illumination Entertainment, la stessa casa che ha realizzato i film <em>Minions</em> e <em>Cattivissimo Me</em>. Il successo del primo capitolo ha innalzato le aspettative e il livello di attenzione, e questo nuovo episodio, ispirato ai videogiochi <em>Super Mario Galaxy 1</em> e <em>2</em>, si propone di offrire un’avventura spaziale ancora più spettacolare e colorata.</p>
<p>La storia segue Mario, Luigi, Peach e Toad in una missione intergalattica per salvare Rosalinda, rapita da Bowser Jr., che trama nell’ombra con astuzia e determinazione. I protagonisti attraversano pianeti dai paesaggi surreali, galassie variopinte e mondi ricchi di sfide; incontrano nuovi alleati, come Yoshi, e si confrontano con enigmi e ostacoli che mettono alla prova ingegno e coraggio. L’azione è costante e scandita da momenti di suspense e gag che alleggeriscono la tensione, mantenendo vivo l’interesse dello spettatore.</p>
<p>Lasciatemi passare la battuta, ma questa è una storia “galattica” fin troppo semplice, che corre via dritta come un salto iperspaziale; gli eventi si susseguono senza grandi colpi di scena e le mosse dei protagonisti seguono schemi abbastanza prevedibili. Nonostante qualche variazione nello svolgimento, la sensazione è che, se nessuno dei personaggi si fosse mosso, il finale sarebbe giunto molto prima. Questa linearità narrativa riduce la complessità della trama, ma consente di seguire la vicenda con chiarezza, senza rischiare confusioni, e rende il film accessibile principalmente a un pubblico giovane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-33483 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_2.jpg" alt="" width="1200" height="501" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_2-768x321.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con <em>Super Mario Galaxy</em> è stato svolto un ottimo lavoro nell’inserire numerosi riferimenti ai videogiochi, sia come citazioni sia come richiami visivi. Dai power-up agli scenari iconici, fino a dettagli minori come i nemici o le dinamiche di gioco, la fedeltà all’universo Nintendo appare quasi maniacale. Tuttavia chi non abbia familiarità con i titoli originali rischia di perdere parte del fascino e dei rimandi più sottili; il film offre infatti piccole sorprese a chi conosce la saga, mentre chi arriva “vergine” al cinema potrebbe percepire alcuni momenti come semplicemente colorati o buffi, senza coglierne il contesto completo.</p>
<p>I personaggi ricevono una caratterizzazione equilibrata; Mario mantiene il ruolo del protagonista coraggioso, Luigi introduce una componente ironica e Peach guida con fermezza, pur senza oscurare gli altri. Qualche dettaglio però stona leggermente: Yoshi, introdotto improvvisamente all’inizio del film, sembra sorprendentemente a suo agio nelle dinamiche familiari dei fratelli Mario e Luigi, come se conoscesse già ogni sfumatura del loro rapporto. Si tratta di una piccola ingenuità narrativa che non penalizza il racconto, ma emerge come lieve forzatura nel contesto complessivo.</p>
<p>Le gag comiche funzionano e strappano più di un sorriso; alcune risultano inevitabilmente infantili, ma il film si rivolge a un pubblico familiare e non pretende di essere una commedia sofisticata. Il linguaggio umoristico crea un ponte generazionale: i genitori possono infatti apprezzare i simpatici riferimenti ai videogiochi, mentre i più piccoli si divertono con le situazioni buffe e le espressioni dei personaggi; l’equilibrio tra questi due livelli rappresenta uno dei punti di forza della pellicola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-33484 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_3.jpg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_3.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260416_SuperMarioGalaxyIlFilm_3-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’animazione grafica merita un riconoscimento particolare; i pianeti e le galassie risultano splendidamente dettagliati e le sequenze di movimento trasmettono energia e ritmo. Anche la colonna sonora contribuisce a valorizzare l’esperienza, con brani che richiamano fedelmente le melodie dei giochi e accompagnano ogni scena con intensità crescente, rendendo l’avventura più immersiva e coinvolgente.</p>
<p>In conclusione,<em> Super Mario Galaxy &#8211; Il Film</em> è ideale per il pubblico giovane e per intrattenere la famiglia per un paio d’ore al cinema. Pur risultando probabilmente meno creativo del primo capitolo, dove Jack Black ha ricevuto maggiore libertà nel doppiare Bowser interpretando una canzone di grande successo, il film centra i propri obiettivi: divertire, sorprendere con riferimenti fedeli e offrire un’esperienza visiva e musicale di qualità. Il risultato è una pellicola adatta a chi cerca leggerezza, colore e un’avventura “galattica” che mantiene intatta l’essenza del mondo Nintendo senza complicazioni superflue.</p>
<h6></h6>
<h6>Super Mario Galaxy &#8211; Il Film, 2026</h6>
<h6>Voto: 7</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/super-mario-galaxy-il-film-la-recensione/">Super Mario Galaxy &#8211; Il Film: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>40 Secondi: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/40-secondi-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biancaneve]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 01:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel cinema le storie vere, quando ben raccontate, sanno essere più forti di quelle inventate: lo dimostra questo pugno nello stomaco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/40-secondi-recensione/">40 Secondi: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cinema le storie vere, quando ben raccontate, sanno essere più forti di quelle inventate: lo dimostra questo pugno nello stomaco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33455 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_1.jpg" alt="40 secondi recensione" width="1600" height="1066" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_1.jpg 1600w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_1-768x512.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_1-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p><span id="more-33454"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lungometraggio di Vincenzo Alfieri è stato presentato in concorso alla 20ª Festa del Cinema di Roma, in cui ha vinto il premio speciale della Giuria al migliore cast attoriale. Un riconoscimento meritato, considerato il coraggio del regista nel voler raccontare una delle storie più buie della cronaca moderna: il pestaggio a morte di Willy Monteiro Duarte. Un tema delicato, sofferente, che implica anche diversi risvolti politici che in questa recensione non saranno toccati.</p>
<p>Artisticamente parlando, la genialata di questo lavoro è il pensarlo &#8220;d’autore&#8221;, e quindi con una fotografia molto curata e un modello narrativo innovativo: l’idea è di raccontare solo le ultime 24 ore prima del fattaccio, ma ogni volta da un punto di vista di un diverso soggetto coinvolto nella rissa finale. C’è la storia dei brutali fratelli Bianchi, quella dello sfigatissimo e viscido Maurizio, di Michelle con la sua voglia di fuggire dalla provincia e, ovviamente, c’è anche la storia di Willy. Lo spettatore conosce il finale, eppure, con questo espediente, finisce per seguire con grande attenzione la trama per capire come si arriva ad un epilogo così tragico e definitivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33456 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_2.jpg" alt="40 secondi recensione" width="2374" height="1212" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_2.jpg 2374w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_2-768x392.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_2-1536x784.jpg 1536w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_2-2048x1046.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2374px) 100vw, 2374px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>40 Secondi</em> è il titolo ma anche il centro del messaggio dell’opera. Questo, infatti, è stato il lasso di tempo che hanno impiegato i due picchiatori per scendere dall’auto, devastare di botte Willy e sgommare via dal luogo del delitto. A prescindere dalle dinamiche rilevate dalla giustizia, viene da chiedersi se davvero la vita di un ragazzo valga meno di un minuto di tempo; e, un po’ come con la serie culto <em>Adolescence</em>, viene anche da chiedersi come un genitore possa davvero proteggere i propri figli.  Alfieri, infatti, spiega come la morte di Willy sia arrivata praticamente dal nulla: un complimento fuori luogo urlato da un ragazzo ubriaco e strafatto di tutto ha innescato un effetto domino inarrestabile dal conto finale assolutamente folle.</p>
<p>Da sottolineare la prova in sottrazione di Sergio Rubini, che sceglie poche essenziali pennellate per restituire il suo cameo di genitore colto ma poco attento alle faccende della figlia. A volte, questo vuole dirci il regista, dietro alla nascita di mostri (e i fratelli Bianchi mostri lo sono), c’è anche molta, troppa indifferenza di chi potrebbe intervenire ma preferisce raccontarsi che i ragazzi stanno sempre bene. E c&#8217;è anche un lavoro logorante di chi avvelena la situazione come il personaggio del sempre ottimo Enrico Borello, già apprezzato ne <em>La Città Proibita</em> di Gabriele Mainetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33457 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_3.jpg" alt="40 secondi recensione" width="1920" height="1080" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_3.jpg 1920w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_3-768x432.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/04/20260424_40secondi_3-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tutta questa cruda realtà, il titolo, da poco disponibile anche su Netflix, si concede un piccolo valzer nella finzione per addolcire l’aspra verità. Nella storia di Willy, si aggiunge infatti un racconto legato alla sua esperienza lavorativa da aspirante chef. Molto poetica, molto emozionale&#8230; ma forse poco coerente col resto del girato. Si tratta dell&#8217;unico neo di un film da vedere da adulti e da far vedere ai ragazzi, per creare un dibattito importante su quel che è giusto fare nel divertimento ed entro quali confini fermarsi.</p>
<p>Vi ricordate la versione cinematografica de <em>Il Ragazzo Dai Pantaloni Rosa</em> col protagonista di <em><a href="https://www.tanadelcobra.com/riv4li-recensione/">Riv4li</a></em>? Ecco, il lodevole intento è lo stesso ma questa volta sul set s’è presentato un regista e il tocco si vede e si sente. Scusate se è poco!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><strong>40 Secondi, 2025</strong></h6>
<h6><strong>Voto: 8</strong></h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/40-secondi-recensione/">40 Secondi: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Changeling: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/changeling-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Cobra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 01:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema USA]]></category>
		<category><![CDATA[Consigliato dalla Tana]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini e Giallo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33405</guid>

					<description><![CDATA[<p>Clint Eastwood alla regia confeziona una pellicola di indubbia qualità, sebbene la protagonista Angelina Jolie non sia sempre all'altezza del ruolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/changeling-la-recensione/">Changeling: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Clint Eastwood alla regia confeziona una pellicola di indubbia qualità, sebbene la protagonista Angelina Jolie non sia sempre all&#8217;altezza del ruolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33406" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_1.jpg" alt="" width="1000" height="644" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_1-768x495.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-33405"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cinematografia statunitense non è ricca di opzioni nel fornire spaccati di vita a cavallo tra le due guerre mondiali. Il più delle volte, le opzioni disponibili riguardano film sui gangster (come il valido <em>Gli Intoccabili</em>), mentre poco spazio viene lasciato ad altri tipi di racconti. <em>Changeling</em> è un solido film che riprende una vicenda realmente accaduta negli anni &#8217;20: una madre single non trova più il figlio a casa dopo essere rientrata dal lavoro. La Polizia di Los Angeles, approssimativa e corrotta, ci mette del suo, e la vicenda si complica fino ad assumere dei toni incredibilmente drammatici e impensabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33410" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_5.jpg" alt="" width="1000" height="660" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_5.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_5-768x507.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come succede per molti dei film diretti da Clint Eastwood  (<a href="https://www.tanadelcobra.com/gunny/"><em>Gunny</em></a>, <em>Un Mondo Perfetto</em>, <em>I Ponti Di Madison County</em>, <em>Mystic River</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/million-dollar-baby/"><em>Million Dollar Baby</em></a>, <em>Lettere Da Iwo Jima</em>, <em>Gran Torino</em>, <em>Hereafter</em>, <em>J. Edgar</em>, <em>American Sniper</em>, <em>Sully</em>), <em>Changeling</em> è un film ottimamente costruito dove azione, tensione, colpi di scena e dramma personale sono elementi sapientemente bilanciati ed intrecciati fra loro in un contesto sobrio e tutt&#8217;altro che spettacolarizzato. Attraverso il dipanarsi della storia, <em>Changeling</em> racconta una storia dove l&#8217;assurdo e l&#8217;impossibile diventano realtà, e dove la follia degli uomini riesce a costruire un racconto completamente ribaltato rispetto al vero.</p>
<p>La forza di <em>Changeling</em> è nella solidità della trama e nel modo in cui questa viene raccontata: Clint Eastwood è bravissimo a costruire un racconto da toni forti ma verosimili ed a far piovere colpi di scena inaspettati senza che questi risultino artificiosi.<br />
Anche la fotografia concorre a rafforzare il racconto: i filtri spesso adoperati per sottoporre il girato a luci color seppia sono vitali per rendere fumosa, cinerea e &#8220;morta&#8221; l&#8217;ambientazione di un film mai truce ma sempre cupo e oppressivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33407" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_2.jpg" alt="" width="1000" height="616" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_2-768x473.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La figura della protagonista è ovviamente centrale e perno cardine attorno alla quale si sviluppa la vicenda. Angelina Jolie è qui all&#8217;inizio della sua parabola discendente; se l&#8217;avevamo tanto apprezzata nelle sue prime apparizioni (soprattutto in <em>Ragazze Interrotte</em>, ma anche in <em>Fuori In 60 Secondi</em>, <em>Sky Captain And The World Of Tomorrow</em>, <em>Mr. &amp; Mrs. Smith</em>), qui l&#8217;anoressica attrice statunitense riesce solo in parte a rendersi credibile.<br />
Il suo principale difetto è la poca espressività e una certa impermeabilità alle emozioni che una qualunque madre, privata repentinamente del proprio figlio, dovrebbe avere. Il suo personaggio dovrebbe essere disperato, speranzoso e scosso; queste emozioni non sono quasi mai adeguatamente rappresentate, mentre è evidente una spiccata impassibilità che sembra davvero fuori luogo. Nel complesso, comunque, l&#8217;attrice porta certamente a casa la pagnotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33409" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_4.jpg" alt="" width="1000" height="686" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_4.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_4-768x527.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A fare da antagonista di Angelina Jolie troviamo Jeffrey Donovan (<em>J. Edgar</em>, <em>Sicario</em>, <em>Extinction &#8211; Sopravvissuti</em>, <em>Soldado</em>) nei panni del poliziotto corrotto, subdolo e poco furbo. La sua interpretazione è probabilmente un po&#8217; forzata, e il piglio arrogante e viscido che viene messo in scena difficilmente sembra adattarsi ad un arrivista comunque tanto bravo da scalare le posizioni di vertice della Polizia di Los Angeles. Donovan si tiene sulla linea di galleggiamento, ed anche se il suo personaggio risulta essere un pelo troppo caricaturale, la sua prova non è da bocciare del tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33408" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_3.jpg" alt="" width="1000" height="589" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260331_changeling_3-768x452.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attorno a loro ruota uno stuolo di attori che, al contrario dei due attori principali, riesce a bucare lo schermo grazie alla semplicità recitativa o all&#8217;opposto con l&#8217;estremizzazione di personaggi particolari. E&#8217; il caso soprattutto di Michael Kelly (apparso in <em>Man On The Moon</em>, <em>Unbreakable</em>, <em>L&#8217;Alba Dei Morti Viventi</em>, <em>I Guardiani Del Destino</em>), Jason Butler Harner e del piccolo Devon Conti; un gradino sotto si piazza John Malkovich (<em>Le Relazioni Pericolose</em>, <em>Il Tè Nel Deserto</em>, <em>Nel Centro Del Mirino</em>, <em>Con Air</em>, <em>Essere John Malkovich</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/giovanna-darco-la-recensione/"><em>Giovanna D&#8217;Arco</em></a>, <em>Il Gioco Di Ripley</em>, <em>Guida Galattica Per Autostoppisti</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/burn-after-reading-a-prova-di-spia/"><em>Burn After Reading</em></a>, <em>Educazione Siberiana</em>), discreto nella sua prova pur presentando qualche eccesso.</p>
<p><em>Changeling</em> è un film che merita di essere visto per il modo sapiente con cui è stato realizzato e per il modo in cui la sua storia viene raccontata. Anche se il racconto si ispira a fatti realmente accaduti, ovviamente romanzati, non era facile mettere in scena una trama così ben ritmata ed intrecciata, e soprattutto priva di cali di stile o di messaggi fastidiosamente politici. <em>Changeling</em> è un&#8217;ottima pellicola che va assolutamente vista se apprezzate i thriller o i polizieschi.</p>
<p>Changeling, 2008</p>
<h6>Voto: 8</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/changeling-la-recensione/">Changeling: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>8½: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/8%c2%bd-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lulù]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 02:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Consigliato dalla Tana]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33339</guid>

					<description><![CDATA[<p>Capolavoro del cinema moderno, 8½ di Fellini esplora il caos creativo, la memoria ed il desiderio attraverso un viaggio visionario nella mente di un regista in crisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/8%c2%bd-la-recensione/">8½: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capolavoro del cinema moderno, <em>8½</em> di Fellini esplora il caos creativo, la memoria ed il desiderio attraverso un viaggio visionario nella mente di un regista in crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33340 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260316_8_1.jpg" alt="" width="1280" height="1024" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260316_8_1.jpg 1280w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260316_8_1-768x614.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><span id="more-33339"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uscito nel 1963, <em>8½</em> di Federico Fellini è uno dei film più influenti della storia del cinema: con un linguaggio visivo innovativo e una struttura narrativa non lineare, il regista riesce a costruire un&#8217;opera profondamente autobiografica che riflette sul processo creativo, sulla memoria e sull&#8217;identità artistica. Il film racconta la crisi esistenziale e professionale del regista Guido Anselmi, interpretato magistralmente da Marcello Mastroianni, bloccato nel tentativo di realizzare un nuovo film mentre è circondato da produttori, critici, attori e dalle donne della sua vita.</p>
<p>La trama frammentata, il continuo inteccio tra ricordi, fantasie del protagonista e realtà e la rottura della distinzione tra sogno e vita quotidiana rendono possibile a Fellini di far entrare lo spettatore direttamente nella mente del protagonista. Proprio questa struttura, così complessa ma allo stesso tempo estremamente efficace, è uno degli aspetti che rende <em>8½</em> un esempio fondamentale di cinema modernista, un film che non procede per logica lineare ma secondo l&#8217;associazione emotiva e psicologica.</p>
<p>La fotografia in bianco e nero contribuisce a creare un&#8217;atmosfera tra sogno e realtà. Fellini utilizza movimenti di macchina fluidi, composizioni teatrali e sequenze simboliche che rimangono impresse nella memoria dello spettatore, come la celebre scena iniziale dell&#8217;ingorgo automobilistico, che rappresenta la sensazione di soffocamento del protagonista o la sequenza dell&#8217;harem immaginario, dove Guido fantastica di controllare tutte le donne della sua vita; scene che oltre a rimanere impresse nella memoria dello spettatore per la loro straordinaria ed innovativa messa in scena, sintetizzano il tono onirico ed ironico del film.</p>
<p>Ad accompagnare questa narrazione ambigua, tra nostalgia, ironia e riflessioni esistenziali, oltre alla fotografia dà il suo contributo anche la colonna sonora. La musica alterna momenti malinconici e circensi, così da aiutare a creare l&#8217;atmosfera che ricorda uno spettacolo itinerante, che poi è lo stile che caratterizza molte sequenze del film: una fra tutte, quella finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33342 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260316_8_2.jpg" alt="" width="1152" height="648" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260316_8_2.jpg 1152w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260316_8_2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro aspetto innovativo del film di Fellini è la sua dimensione metacinematografica, non tanto per essere un racconto di un film dentro il film ma per come viene fatto questo racconto. Basti pensare a <em>Singin&#8217; In The Rain</em>, altro famoso film di metacinema, dove viene raccontato il passaggio dal cinema muto al sonoro offrendo una riflessione sull&#8217;industria cinematografica sotto forma di commedia musicale. L&#8217;innovazione di Fellini quindi non è il metacinema, ma il fatto che non lo tratta in maniera ludica o limitandosi a parlare dell&#8217;aspetto produttivo, spostando la riflessione sulla crisi dell&#8217;autore e facendo diventare questo argomento il fulcro del film. Per questo motivo, del film del protagonista Guido, Fellini non fa vedere quasi nulla: lo spettatore sa solo che dovrebbe essere un progetto così gigantesco da sopraffare perfino lo stesso regista. Il metacinema di Fellini consiste quindi non nel raccontare il film nel film ma di far diventare il film di Guido metafora dell&#8217;atto stesso di creare arte, con tutte le sue contraddizioni, paure ed illusioni.</p>
<p>Sul piano tematico, <em>8½</em> affronta la crisi dell&#8217;uomo moderno e dell&#8217;artista. Guido è diviso tra desiderio di autenticità e la tentazione della fuga nella fantasia. Non riesce a coincidere il suo ruolo d&#8217;artista con le responsabilità affettive e morali verso le persone che lo circondano. Il film diventa così una riflessione sull&#8217;impossibilità di trovare una verità definitiva, sia nella vita che nell&#8217;arte.</p>
<p>Il finale rappresenta una delle soluzioni più poetiche della storia del cinema. Solo dopo aver accettato la propria confusione e il proprio fallimento, Guido riesce ad immaginare una grande danza collettiva, con personaggi del film, persone della vita privata che in armonia danzano come in un grande spettacolo circense. Come farà anche in altri suoi film, ad esempio <em>Giulietta degli spiriti</em>, Fellini preferisce un finale simbolico e non narrativo, a sottolineare il fatto che non vi è una soluzione al caos ma solo dopo l&#8217;accettazione della propria frammentarietà si può andare avanti. A sottolinearlo è la frase di Guido detta nel finale: &#8220;Tutto è di nuovo confuso, ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere.&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>8½, 1963</h6>
<h6>Voto: 10</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/8%c2%bd-la-recensione/">8½: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anna: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/anna-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Cobra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 02:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Consigliato dalla Tana]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33375</guid>

					<description><![CDATA[<p>Luc Besson sforna un altro film dei suoi: adrenalinico, guizzante, coinvolgente e godibilissimo nonostante qualche esagerazione comunque perdonabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/anna-la-recensione/">Anna: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Luc Besson sforna un altro film dei suoi: adrenalinico, guizzante, coinvolgente e godibilissimo nonostante qualche esagerazione comunque perdonabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33379" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_4.jpg" alt="" width="1000" height="560" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_4.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_4-768x430.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È dai tempi di <em>Nikita</em> che il regista francesce Luc Besson ci stupisce con pellicole dal ritmo elevato, frenetiche e caciarone, ma che comunque presentano una trama solida ed una realizzazione complessiva di sicuro valore. Film come <em>Leon</em>, <em>Il Quinto Elemento</em>, <em>Giovanna D&#8217;Arco</em>, <em>Angel-A</em> e <em>Cose Nostre &#8211; Malavita</em> sono testimionianze delle qualità di Luc Besson, che nonostante qualche passaggio a vuoto (uno su tutti: il pessimo <a href="https://www.tanadelcobra.com/valerian-e-la-citta-dei-mille-pianeti/"><em>Valerian E La Città Dei Mille Pianeti</em></a>) è solito realizzare film di sicura riuscita.</p>
<p><em>Anna</em> ne è l&#8217;ennesima riprova: si tratta di un film che incarna pienamente lo stile del regista francese e rinnova in sé quelle caratteristiche che contraddistinguono le opere di Luc Besson.<br />
In <em>Anna</em> seguiamo le vicende di un&#8217;avvenente ragazza, coinvolta in attività criminali e spionistiche e che si trova presto ad essere una pedina per giochi più grandi di lei. Le sue spietate azioni seguono di pari passo il tentativo di affrancarsi da una vita pericolosa e senza riposo; il vivere un&#8217;esistenza parallela di facciata la pone in un continuo contrasto tra quel che vorrebbe e quel che è.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33376" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_1.jpg" alt="" width="1000" height="668" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_1-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Anna</em> è un film che basa la sua natura su ritmi molto alti, dove gli avvenimenti si susseguono rapidamente l&#8217;un l&#8217;altro ma senza mai sfociare in situazioni sincopate dove sia difficile seguire il ritmo del discorso. In tal senso, la capacità di Luc Besson di mantenere standard elevati è riconfermata per l&#8217;ennesima volta: mai, durante le due ore di proiezione, lo spettatore avverte qualche forma di stasi o tantomeno di noia.<br />
La trama, peraltro, è al tempo stesso lineare e intrecciata. La storia si sviluppa infatti in modo piuttosto diretto, ma è condita da frequenti colpi di scena ai quali si accompagna un uso strutturato di flashback che non solo spiegano i retroscena e gli antefatti, ma arricchiscono anche il contesto generale essendo legati in modo sapiente e perfettamente funzionale.</p>
<p><em>Anna</em> sembra prendere ispirazione da due altri film di genere: quel <em>Nikita</em> che portò alla ribalta lo stesso Luc Besson, e il sottovalutato <a href="https://www.tanadelcobra.com/hanna/"><em>Hanna</em></a> che lanciò Saoirse Ronan e che meriterebbe di essere riscoperto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33377" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_2.jpg" alt="" width="1000" height="566" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_2-768x435.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dove <em>Anna</em> non convince è nelle scene di azione più accese: l&#8217;abilità della protagonista è innaturale, come è impensabile che la miriade di avversari che si trova intorno siano incapaci di colpirla e metterla a terra. La cosa si ripete in diverse occasioni, e non si può chiudere un occhio sugli esagerazioni che in questi frangenti (e solo in questi) avvicinano <em>Anna</em> a qualche filmaccio d&#8217;azione tutto effetti speciali e niente ciccia.<br />
Paradossalmente questi inciampi non fanno stonare troppo il risultato complessivo, ma se Luc Besson avesse avuto più cura nell&#8217;evitare di far talvolta scadere <em>Anna</em> in un fumettone, ci saremmo trovati di fronte ad un piccolo capolavoro.</p>
<p>Luc Besson ha sempre fatto ampio uso di modelle come protagoniste dei suoi film, e <em>Anna</em> non è da meno: il ruolo più importante è affidato alla russa Sasha Luss, capace di impersonare bene una sbandata ragazza di strada che diventa una spia di altissimo livello. Forse il salto tra le due vite è tirato via, ma la colpa è della sceneggiatura e non della modella-attrice, espressiva il giusto anche se forse troppo perfettina. Sasha Luss comunque convince nel contesto generale e, anche se probabilmente la sua carriera cinematografica non avrà lunga vita, la sua prestazione è più che dignitosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33378" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_3.jpg" alt="" width="1000" height="658" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_3-768x505.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al suo fianco è presente una coppia di bellocci dalle qualità altalenanti. Luke Evans (<em>I Tre Moschettieri</em>, <em>Immortals</em>, <em>No One Lives</em>, <em>Lo Hobbit</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/midway-la-recensione/"><em>Midway</em></a>) è autore di una prestazione solidissima e che da sola alza il livello di qualità del film. In effetti si fa fatica a capire come l&#8217;attore gallese non sia presente in produzioni di maggior spessore e drammaticità; chissà che un giorno questo dubbio non ci venga chiarito?</p>
<p>Meno appagante è la prestazione di Cillian Murphy, irriconoscibile rispetto al suo ruolo da protagonista in <em>28 Giorni Dopo</em>, e presente anche in <a href="https://www.tanadelcobra.com/batman-begins/"><em>Batman Begins</em></a>, <em>Breakfast On Pluto</em>, <em>Il Vento Che Accarezza L&#8217;Erba</em>, <em>Sunshine</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/inception-la-recensione/"><em>Inception</em></a>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/in-time/"><em>In Time</em></a>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/oppenheimer-la-recensione/"><em>Oppenheimer</em></a>. L&#8217;attore inglese risulta troppo arrogante, perfettino e saccente per risultare gradevole. Ad essere onesti anche qui forse è la sceneggiatura ad ammantare il ruolo di una mancanza di credibilità, eppure la scintilla fra l&#8217;attore e lo spettatore non scatta mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33380" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_5.jpg" alt="" width="1000" height="666" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_5.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260324_anna_5-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molto buona è invece la prestazione di Helen Mirren (<em>Il Diabolico Complotto Del Dottor Fu Manchu</em>, <em>Excalibur</em>, <em>2010 &#8211; L&#8217;Anno Del Contatto</em>, <em>Il Sole A Mezzanotte</em>, <em>La Pazzia Di Re Giorgio</em>, <em>Calendar Girl</em>, <em>Inkheart</em>, <em>Red</em>, <em>Golda</em>, <em>Il Club Dei Delitti Del Giovedì</em>): nei panni della spia anziana, interpreta un ruolo cinico, freddo, cattivo in modo assolutamente accattivante, tanto da risultare uno dei personaggi migliori del film.</p>
<p>Anche se presenta indubbi punti deboli, Anna resta una visione assolutamente consigliata a chi apprezza questo tipo di film. Forse non ci troviamo di fronte ad una pellicola completamente originale o accuratissima in ogni suo passaggio, ma offre una storia ed un ritmo solidi e piacevolissimi, ed è sicuramente una scelta sicura; una sorpresa che merita il nostro plauso soprattutto per la sua capacità di mantenere sempre un ritmo molto tirato, senza bucare mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Anna, 2019</h6>
<h6>Voto: 8</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/anna-la-recensione/">Anna: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Killer Klowns From Outer Space: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/killer-klowns-from-outer-space-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Cobra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 02:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema USA]]></category>
		<category><![CDATA[Demenziale]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Grottesco]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33331</guid>

					<description><![CDATA[<p>Può una porcheria essere talmente brutta da essere bella? Assolutamente si, e Killer Klowns From Outer Space ne è la perfetta riprova.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/killer-klowns-from-outer-space-la-recensione/">Killer Klowns From Outer Space: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Può una porcheria essere talmente brutta da diventare bella? Assolutamente si, e <em>Killer Klowns From Outer Space</em> ne è la perfetta riprova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33332" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_1.jpg" alt="" width="1000" height="556" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_1-768x427.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-33331"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando si parla di horror anni &#8217;80, i classici che vengono alla mente sono tantissimi. Da <em>Phenomena</em> a <em>La Mosca</em>, da <em>Nightmare &#8211; Dal Profondo Della Notte</em> a <em>Poltergeist &#8211; Demoniache Presenze</em>, la filmografia di genere è stata in quegli anni ricchissima. Accanto a film più &#8220;seriosi&#8221; (considerando l&#8217;argomento), quello è stato però anche un fiorente periodo di produzioni che all&#8217;horror puro affiancavano momenti di comicità: oltre al film-cult <a href="https://www.tanadelcobra.com/la-casa/"><em>La Casa</em></a>, esempi sono <a href="https://www.tanadelcobra.com/chi-e-sepolto-in-quella-casa/"><em>Chi È Sepolto In Quella Casa?</em></a> e questo <em>Killer Klowns From Outer Space</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33334" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_3.jpg" alt="" width="1000" height="543" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_3-768x417.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Killer Klowns From Outer Space</em> è un film che non deve assolutamente essere preso sul serio, perchè non ha alcuna intenzione di essere tale. Realizzato dai fratelli Chiodo, autori degli effetti speciali di altri film horror dal taglio surreale e assolutamente irriverente, come ad esempio <em>Critters &#8211; Gli Extraroditori</em>, <em>Killer Klowns From Outer Space</em> è un intruglio di elementi diversi la cui alchimia riesce a imporre una sorta di magnetismo sullo spettatore, che non può e non vuole staccarsi dallo schermo nonostante la pellicola sia fondamentalmente una zozzeria colossale.</p>
<p>La trama vede un gruppo di ragazzi impegnati ad amoreggiare in un luogo appartato assistere alla caduta poco distante di un asteroide. Incuriositi, due di loro si avventurano nel bosco per scoprire una banda di clown dalle fattezze gommose intenti a fare &#8220;provviste&#8221; per il prossimo viaggio spaziale. Nonostante l&#8217;allarme lanciato alla Polizia della cittadina poco distante, i clown fanno razzie e devastazioni fino all&#8217;immancabile scontro finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33333" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_2.jpg" alt="" width="1000" height="566" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_2-768x435.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che <em>Killer Klowns From Outer Space</em> sia una pellicola grottesca, ancor prima che horror o fantascientifica, lo si capisce fin dalle prime sequenze. Questi grandi e goffissimi giullari spaziali ispirano tenerezza e simpatia nelle loro malefiche azioni proprio come gli alieni di <em>Mars Attacks!</em>; tanto evidenti sono i loro intenti, che non si riesce a parteggiare per loro. Peraltro, le fintissime maschere in gommapiuma e le stravaganti armi e attrezzature degli alieni sono la cosa più realistica e affascinante del film: dal lato &#8220;esseri umani&#8221; tutto gira malino ed è quello il contraltare di un film talmente assurdo da non poter non piacere.</p>
<p>Il comparto attoriale recita da cani: fortunatamente, dopo questo film, di Grant Cramer, Suzanne Snyder e John Allen Nelson si perdono le tracce; e John Vernon, teorica punta di diamante del cast visto anche in <em>Topaz</em>, <em>Ispettore Callaghan, Il Caso Scorpio È Tuo!</em>, <em>Il Texano Dagli Occhi Di Ghiaccio</em> e <em>Animal House</em>, impersona un poliziotto talmente stupido e stereotipato che non risulta altro che un fastidio da eliminare.<br />
Una nota di demerito va al doppiaggio italiano: già la recitazione è quella che è, metterci sopra un&#8217;enfasi irrealistica non aiuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33335" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_4.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_4.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/03/20260317_killerklownsfromouterspace_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I punti di forza di <em>Killer Klowns From Outer Space</em> sono due: la fantasia degli effetti speciali (non a caso) e la semplicità di una storia che non deve stupire ma solo intrattenere.<br />
Sugli effetti speciali non voglio dire molto: si tratta di un connubio di tecniche tradizionali, pre-grafica computerizzata, che miscelano trucchi e costumi in gommapiuma volutamente sui generis con sovraimpressioni posticce ma non brutte. Il tutto dà subito l&#8217;idea allo spettatore di trovarsi di fronte ad un film al quale sarebbe ingiusto chiedere realismo e terrore. Per quanto riguarda la storia, nonostante gli attori e gli stereotipi ce la mettano del loro per rovinare tutto, la verità è che il racconto fila liscio senza intoppi, non offre particolari colpi di scena (è tutto abbastanza telefonato) e fondamentalmente diverte chi vuol vedere un film semplice e scanzonato che non fa nulla per apparire diverso da quello che è.</p>
<p>Il risultato complessivo è una pellicola assolutamente godibile, che negli 88 minuti di proiezione non annoia mai, fa sorridere spesso (non per le battute ma per le trovate sceniche) e che offre una storia che ci culla attraverso una sequenza di eventi prevedibili ma non banali. Forse una parte dell&#8217;ispirazione arriva dal romanzo di Stephen King <em>It</em>, uscito due anni prima e che solo nel 2017 ha visto una trasposizione cinematografica degna del suo valore; ma alla fine, se prendere qua e là serve a confezionare un prodotto divertente, la cosa non guasta.</p>
<p>A chi piaccia questo genere di film, consigliamo anche la visione di <em>Tremors</em>, <em>Evolution</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/black-sheep-la-recensione/"><em>Black Sheep</em></a>, <em>Plaga Zombie &#8211; Zona Mutante</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/lalba-dei-morti-dementi-la-recensione/"><em>L&#8217;Alba Dei Morti Dementi</em></a> e l&#8217;imprescindibile <a href="https://www.tanadelcobra.com/l-armata-delle-tenebre/"><em>L&#8217;Armata Delle Tenebre</em></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Killer Klowns From Outer Space, 1988</h6>
<h6>Voto: 7</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/killer-klowns-from-outer-space-la-recensione/">Killer Klowns From Outer Space: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IF &#8211; Gli Amici Immaginari: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/if-gli-amici-immaginari-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MarcoF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 02:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema USA]]></category>
		<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Fantastico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33214</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un viaggio tenero e colorato nell’immaginazione perduta, dove crescita, nostalgia e fantasia si intrecciano in una storia capace di emozionare grandi e piccoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/if-gli-amici-immaginari-la-recensione/">IF &#8211; Gli Amici Immaginari: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un viaggio tenero e colorato nell’immaginazione perduta, dove crescita, nostalgia e fantasia si intrecciano in una storia capace di emozionare grandi e piccoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33215 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_1.jpg" alt="" width="1200" height="700" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_1.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_1-768x448.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span id="more-33214"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’immaginazione di un bambino, lasciata libera di correre senza argini, costruisce mondi sgargianti nei quali ogni oggetto può trasformarsi in un compagno di giochi; persino un semplice bicchiere d’acqua con un cubetto di ghiaccio può animarsi e diventare una presenza buffa e rassicurante. <em>IF &#8211; Gli Amici Immaginari</em> nasce proprio da questa suggestione e la sviluppa con una delicatezza inattesa; ciò che poteva sembrare soltanto un espediente fantasioso si rivela invece un racconto sorprendentemente tenero, capace di toccare corde profonde tanto negli adulti quanto nei più piccoli.</p>
<p>La storia segue Bea, un’adolescente costretta a fare i conti con una perdita dolorosa e con le condizioni di salute precarie del padre. Durante un soggiorno nella casa della nonna, scopre di poter vedere gli IF, gli amici immaginari dimenticati dai bambini cresciuti. Queste creature, sospese tra nostalgia e speranza, attendono di essere ricordate oppure di trovare un nuovo bambino che abbia bisogno di loro. Con l’aiuto di un enigmatico assistente degli IF, Bea intraprende un percorso che la porterà a confrontarsi con il proprio passato e con emozioni a lungo trattenute.</p>
<p>L’intuizione alla base del film è particolarmente efficace: gli amici immaginari non sono semplici proiezioni, ma entità vive che continuano a esistere anche quando vengono accantonate. Questa premessa fresca e brillante fa da apripista a una narrazione solida, seppur in parte prevedibile, che coniuga leggerezza e malinconia in un equilibrio convincente. Il divertimento non scavalca mai la componente emotiva; al contrario, la sostiene e la rende più accessibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33216 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_2.jpg" alt="" width="1200" height="646" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_2-768x413.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pur presentandosi come una commedia per famiglie, <em>IF &#8211; Gli Amici Immaginari</em> possiede una marcata dimensione riflessiva. Il rapporto tra Bea e gli amici immaginari si trasforma progressivamente in uno specchio delle sue fragilità; quelle creature colorate, buffe e talvolta stralunate diventano il tramite attraverso cui riemerge un bisogno di affetto rimasto inascoltato. La loro presenza non è soltanto funzionale alla trama, ma assume un valore simbolico; rappresentano la parte più autentica e vulnerabile dell’infanzia, quella che rischia di svanire quando la realtà impone una crescita troppo rapida.</p>
<p>La grafica computerizzata si configura come una vera coprotagonista. Gli IF sono realizzati con grande cura; il design di ciascuno è distintivo e contribuisce a creare un universo colorato, divertente e credibile. Le animazioni mantengono un livello qualitativo elevato, senza cali evidenti; il risultato è davvero piacevole alla vista. Le creature digitali riescono a essere non soltanto simpatiche, ma anche emotivamente coinvolgenti; nei loro sguardi e nei loro gesti si avverte una sorprendente capacità espressiva.</p>
<p>Il cast si dimostra all’altezza del progetto. Ryan Reynolds (<a href="https://www.tanadelcobra.com/deadpool-wolverine-la-recensione/"><em>Deadpool &amp; Wolverine</em></a>, <em>Buried</em>, <em>The Proposal</em>) offre un’interpretazione misurata e convincente nel ruolo dell’assistente degli IF; la sua recitazione rimane sospesa su un sottile confine che impedisce di decifrare pienamente il mistero che avvolge il suo personaggio. Eppure l’attore di origine canadese riesce, attraverso sguardi e impercettibili variazioni d’espressione, a lasciar filtrare indizi preziosi per chi è capace di coglierli; una prova decisamente convincente che rinuncia all’eccesso per privilegiare sfumature e ambiguità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-33217 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_3.jpg" alt="" width="1200" height="720" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_3.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260305_IF_3-768x461.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accanto a lui c’è una giovane Cailey Fleming (<em>The Walking Dead</em>, <em>The Book Of Love</em>) che interpreta Bea con notevole maturità. Il personaggio è segnato da un lutto prematuro e da responsabilità emotive troppo gravose per la sua età; l’evoluzione che la caratterizza appare quasi come un’involuzione necessaria, un ritorno graduale a quella leggerezza che la situazione aveva soffocato. Tale percorso risulta coerente e toccante; la riscoperta dell’immaginazione diventa un passaggio imprescindibile per rielaborare il dolore.</p>
<p><em>IF &#8211; Gli Amici Immaginari</em> si presenta dunque come un film tenero, divertente e cromaticamente vivace, capace di alternare momenti spensierati a passaggi più intensi. L’opera non è sicuramente un capolavoro; tuttavia, dimostra una sincerità narrativa che lo distingue da molte produzioni analoghe. I punti di forza superano di gran lunga le poche debolezze, e questo genera la sensazione di aver assistito a una storia semplice ma sentita; <em>IF &#8211; Gli Amici Immaginari</em> è una di quelle opere destinate a ritagliarsi un piccolo, discreto spazio nel cuore dello spettatore.</p>
<h6></h6>
<h6>IF &#8211; Gli Amici Immaginari, 2024</h6>
<h6>Voto: 7.5</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/if-gli-amici-immaginari-la-recensione/">IF &#8211; Gli Amici Immaginari: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Attimo Fuggente: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/l-attimo-fuggente-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biancaneve]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 02:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema USA]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=32460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa storica pellicola del cinema americano è stata un culto, ma regge il passo del tempo se rivista con la testa di oggi?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/l-attimo-fuggente-recensione/">L’Attimo Fuggente: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa storica pellicola del cinema americano è stata un culto, ma regge il passo del tempo se rivista con la testa di oggi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32463 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_1.jpg" alt="L'Attimo Fuggente recensione" width="1920" height="1080" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_1.jpg 1920w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_1-768x432.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_1-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><span id="more-32460"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L&#8217;Attimo Fuggente</em> è stato un film iconico, nel suo tempo: il lavoro di Peter Weir segnò un passaggio storico della settima arte. L’idea di raccontare la forza di un professore voglioso di insegnare ai ragazzi l’importanza di pensare con la loro testa fu innovativa, specialmente chi viveva ancora a casa dei loro genitori. Pensate anche a <em>Dirty Dancing</em> che, seppur attivo in tutt’altro settore, muoveva le stesse ideologie di libertà e ribellione. Nessuno quindi mette in discussione l’intuizione del cineasta australiano e la resa per quella generazione, ma i ragazzi del nuovo millennio restano a bocca aperta come i loro padri quando il professor John Keating (uno splendido Robin Williams) invita gli studenti a strappare le pagine introduttive del libro di testo oppure no?</p>
<p>Il quesito è interessante considerando, per esempio, che un altro lungometraggio di Peter Weir, <em>The Truman Show</em>, resta tremendamente attuale. In questo caso invece la risposta purtroppo non è positiva: i giovani di oggi si lasciano scivolare addosso questa storia con grande indifferenza.<br />
Tranquilli, non partirà il pilotto su quanto erano più profondi i ragazzi degli anni ottanta: è che alcune semplificazioni della trama adesso non la passano più liscia. Le nuove generazioni hanno una preparazione media più elevata, abituate a prodotti ben fatti; provate a confrontare <em>Ai Confini della Realtà</em> e <a href="https://www.tanadelcobra.com/stranger-things/"><em>Stranger Things</em></a> e troverete da soli le 10 differenze. Così, oltre al fascino di questo insegnante colto e alla forza di un gruppo di studenti che poi (più o meno) hanno tutti lavorato bene nel cinema (Ethan Hawke se li è mangiati tutti e ci ha anche regalato quella Maya Hawke che tutti amiamo), ci si imbatte in diversi buchi di trama. Eccone alcuni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32462 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_3.jpg" alt="L'Attimo Fuggente recensione" width="1920" height="1080" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_3.jpg 1920w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_3-768x432.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_3-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il prof. Keating entra in scena a inizio anno dichiarandosi ex alunno del Welton College. E allora davvero non si immagina che il suo metodo innovativo cozzi col rigido pensiero conservatore della scuola? E fino a quella collaborazione era stato un docente tradizionale? Perché altrimenti il Preside Nolan avrebbe già avuto opinioni poco lusinghiere sul modus operandi di Robbie Williams e il contratto non sarebbe mai arrivato. Il padre di Neil, duro come un massello e empatico come la carta vetrata, considera davvero così dannoso il teatro al punto da non concedere un filo di libertà in cambio di collaborazione? Adesso padri così non si trovano neanche in formaldeide, e questo rende difficile per gli spettatori più imberbi immedesimarsi del dramma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32461 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_2.jpg" alt="L'Attimo Fuggente recensione" width="1920" height="1080" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_2.jpg 1920w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_2-768x432.jpg 768w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260227_LAttimoFuggente_2-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il colpo di scena finale (che non spoileriamo per l’unico alieno che, essendo atterrato oggi sulla Terra non ha ancora visto il film) regge, ma il finale de <em>L’Attimo Fuggente</em> invece è assolutamente imbarazzante. Sembra quando irrompe la polizia in una via di venditori ambulanti e tutti scappano via in fretta e alla spicciolata. Perché mandare i titoli di coda quando Robin Williams è ancora in classe? Bastava un piano sequenza del college dal giardino al cielo in <em>Forrest Gump</em> e invece si chiude alla Lino Banfi ne <em>L’Allenatore Nel Pallone</em> quando gli finisce una pallina in bocca e si chiude tutto là.</p>
<p>Capitano, oh mio capitano&#8230; qualcuno ha dato lo sfratto alla Società Dei Poeti Estinti e i ragazzi che sono abituati ai continui spiegoni de <em><a href="https://www.tanadelcobra.com/un-professore-recensione/">Un Professore</a></em> proprio non gradiscono. Tempus fugit!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><strong>L’Attimo Fuggente, 1989</strong></h6>
<h6><strong>Voto: 5</strong></h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/l-attimo-fuggente-recensione/">L’Attimo Fuggente: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Signs: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/signs-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Cobra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 02:39:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema USA]]></category>
		<category><![CDATA[Consigliato dalla Tana]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Mostri e Alieni]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=33204</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il quinto film di M. Night Shyamalan unisce la suspence tipica delle pellicole del regista statunitense ad una formula fantascientifica piacevole nonostante qualche esagerazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/signs-la-recensione/">Signs: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quinto film di M. Night Shyamalan unisce la suspence tipica delle pellicole del regista statunitense ad una formula fantascientifica piacevole nonostante qualche esagerazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33205" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_1.jpg" alt="" width="1000" height="536" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_1-768x412.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-33204"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>M. Night Shyamalan è uno di quei nomi che hanno segnato il cinema di inizio secolo. Ispirandosi (almeno nei primi lavori) allo stile di Alfred Hitchcock, il regista statunitense d&#8217;origine indiana ha indubbiamente avuto il merito di sfornare in pochi anni una serie di film capaci di colpire nel profondo gli appassionati dei thriller.<br />
<em>Signs</em> è il suo quinto lungometraggio, ed uno dei più facili da approcciare. Dopo le critiche ricevute sulla lentezza di <em>Unbreakable</em>, Shyamalan (<em>Il Sesto Senso</em>, <em>The Village</em>, <em>Lady In The Water</em>, <em>E Venne Il Giorno</em>, <em>L&#8217;Ultimo Dominatore Dell&#8217;Aria</em>, il pessimo <a href="https://www.tanadelcobra.com/after-earth/"><em>After Earth</em></a>, <em>The Visit</em>, <em>Split</em>, <em>Glass</em>, <em>Old</em>, <em>Bussano Alla Porta</em>, <em>Trap</em>) passa temporaneamente ad un tipo di racconto molto digeribile, facile da seguire e privo di particolari intrecci o sottintesi.</p>
<p>In <em>Signs</em>, la famiglia di un ex pastore protestante si trova ad avere a che fare con misteriosi accadimenti notturni nei campi della propria fattoria e con situazioni inspiegabili che ne minano la tranquillità domestica. Lo svilupparsi degli eventi porterà la famiglia a raggiungere un punto di rottura proprio durante l&#8217;apice della crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33206" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_2.jpg" alt="" width="1000" height="532" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_2-768x409.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Signs</em> è il primo film dove Shyamalan si avvicina al tema della fantascienza, e lo fa con un piglio certamente poco adeguato per i puristi, ma che tutto sommato non può dispiace se ci si avvicina alla pellicola senza cercare a tutti i costi il &#8220;vero&#8221; e l&#8217;attinenza con le migliaia di testimonianze sul fenomeno ufologico. Se c&#8217;è il merito di aver inserito tutta una serie di riferimenti tipici di un fenomeno lungamente osteggiato ma sul quale finalmente governi e Forze Armate di mezzo mondo stanno facendo chiarezza (e forse <a href="https://www.tanadelcobra.com/incontri-ravvicinati-del-terzo-tipo-la-recensione/"><em>Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo</em></a> è servito anche come cavallo di Troia in questo ambito), <em>Signs</em> mantiene un certo distacco, evitando un sensazionalismo becero. Il film non evita però di cedere ad un evidente compromesso tipico delle pellicole hollywoodiane più di cassetta: quello di ammiccare ad un pubblico più generalista e in cerca di emozioni dirette e storie facili da capire.</p>
<p>La cosa non è necessariamente un male; con <em>Signs</em>, M. Night Shyamalan abbandona una fotografia cupa e fuligginosa adatta al ritmo lento di <em>Il Sesto Senso</em> e di <em>Unbreakable</em> per abbracciare colori e dinamismo perfettamente funzionali alla maggior velocità del film. Tutto è più immediato e lineare, pur mantenendo quei tratti distintivi che contraddistinguono il regista.<br />
<em>Signs</em> infatti è pieno di momenti dove il ritmo sale improvvisamente e altrettanto bruscamente si arresta, andando a creare dei salti emozionali dove la tensione accumulata nei momenti più compassati si scarica, amplificandosi, quando l&#8217;azione prende il sopravvento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-33207" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_3.jpg" alt="" width="1000" height="552" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260224_signs_3-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un grosso aiuto arriva dal cast. Mel Gibson (<em>Interceptor</em>, <em>Gli Anni Spezzati</em>, <em>Un Anno Vissuto Pericolosamente</em>, <em>Il Bounty</em>, <em>Mad Max Oltre La Sfera Del Tuono</em>, <em>Arma Letale</em>, <em>Air America</em>, <em>Maverick</em>, <em>Braveheart</em>, <em>Ipotesi Di Complotto</em>, <em>The Million Dollar Hotel</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-patriota-la-recensione/"><em>Il Patriota</em></a>, <em>We Were Soldiers</em>, <em>Mr. Beaver</em>) è bravissimo ad interpretare un ruolo dove il conflitto interiore, il dolore, l&#8217;incertezza sulla propria fede e la necessità di proteggere i propri figli sono elementi chiave del personaggio; un personaggio non facile da interpretare, ma che l&#8217;attore australiano incarna quasi alla perfezione (l&#8217;unico neo è che quando piange, Mel Gibson non è mai credibile).</p>
<p>Accanto a lui troviamo un giovanissimo ma già valido Rory Culkin, fratello del Macaulay Culkin di <em>Mamma, Ho Perso L&#8217;Aereo</em> ma forse più profondo davanti alla macchina da presa in più occasioni (<em>L&#8217;Innocenza Del Diavolo</em>, <em>Vizio Di Famiglia</em>, <em>Down In The Valley</em>, <em>The Zodiac</em>); grazie alla sua spontaneità riesce a fare anche meglio del già affermato e comunque discreto Joachim Phoenix (<a href="https://www.tanadelcobra.com/il-gladiatore-la-recensione/"><em>Il Gladiatore</em></a>, <em>The Village</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/hotel-rwanda/"><em>Hotel Rwanda</em></a>, <em>Reservation Road</em>, <em>C&#8217;Era Una Volta A New York</em>, <em>Irrational Man</em>, <em>A Beautiful Day</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/joker/"><em>Joker</em></a>, <em>Napoleon</em>, <em>Eddington</em>).</p>
<p>A completare il cast troviamo una Abigail Breslin davvero piccola e già brava (la ritroveremo poi in <em>Little Miss Sunshine</em>, <em>Alla Ricerca Dell&#8217;Isola Di Nim</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/benvenuti-a-zombieland-la-recensione/"><em>Benvenuti A Zombieland</em></a>, <em>The Call</em>, <em>Ender&#8217;s Game</em>, <em>Contagious &#8211; Epidemia Mortale</em>, <em>Final Girl</em>, <em>Zombieland &#8211; Doppio Colpo</em>, <em>La Ragazza Di Stillwater</em>), la valida Cherry Jones in una parte minore (<em>Il Prezzo Della Libertà</em>, <em>Erin Brockovich</em>, <em>The Village</em>, <em>Ocean&#8217;s Twelve</em>, <em>Mr. Beaver</em>) e lo stesso M. Night Shyamalan in uno dei tanti suoi camei.</p>
<p><em>Signs</em> è un film decisamente buono, che regge il passare degli anni e che, anche se non può definirsi il miglior film di fantascienza della storia, è sicuramente validissimo in quel campo dove M. Night Shyamalan spicca: quello dello valorizzare la tensione del racconto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Signs, 2002</h6>
<h6>Voto: 8</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/signs-la-recensione/">Signs: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>eXistenZ: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/existenz-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il Cobra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 02:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema USA]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=32947</guid>

					<description><![CDATA[<p>Grazie alle sue intuizioni in grado di anticipare il futuro, eXistenZ è un film assolutamente attuale nonostante i quasi trent'anni sulle spalle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/existenz-la-recensione/">eXistenZ: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alle sue intuizioni in grado di anticipare il futuro, <em>eXistenZ</em> è un film assolutamente attuale nonostante i quasi trent&#8217;anni sulle spalle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32948" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_1.jpg" alt="" width="1000" height="565" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_1.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_1-768x434.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span id="more-32947"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>David Cronemberg è uno di quei registi di nicchia che occorre tenere da conto. Autore di pellicole di non largo richiamo e probabilmente nemmeno troppo raffinate, ma sicuramente particolari e assolutamente da vedere per i cultori del fanta-horror, David Cronemberg ha spesso utilizzato l&#8217;arma del turbamento fisico e del disgusto per colpire lo spettatore; e questo senza scadere nel ridicolo o nel banale.</p>
<p><em>eXistenZ</em> è probabilmetne l&#8217;ultima pellicola del suo ciclo disturbante prima di cambiare tematiche e approccio narrativo. Il Regista de <em>Il Demone Sotto La Pelle</em>, <em>Rabid &#8211; Sete Di Sangue</em>, <em>Brood &#8211; La Covata Malefica</em>, <em>Scanners</em>, <em>Videodrome</em>, <em>La Mosca</em> e de <em>Il Pasto Nudo</em>, catapulta lo spettatore in un mondo oggi scontato ma assolutamente nuovo all&#8217;epoca, quello dei videogiochi e della realtà virtuale, facendolo con un piglio crudo e irriverente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32949" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_2.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_2.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>eXistenZ</em> narra le vicende di una game designer e del suo custode, i quali tentano di sottrarsi alle attenzioni fatali di elementi ostili agli studi sulla bioelettronica e alla realizzazione di mondi virtuali alternativi. I rocamboleschi eventi e le situazioni atipiche in cui i due protagonisti si troveranno permettono non tanto ad una trama non proprio di spessore di evolversi, quanto di inserire spinosi elementi tematici, anticipando i tempi e presentando un film forse all&#8217;epoca non completamente compreso.</p>
<p>Dal punto di vista puramente tecnico di trama, fotografia e recitazione, <em>eXistenZ</em> è ben lungi dal potersi definire un film di alto livello. La storia filicchia, ma certi elementi sembrano essere messi semplicemente per stupire o far scandalo, ed i salti narrativi sono un pelo troppo ampi per permettere una vera fluidità nel racconto (anche se, al termine della proiezione, una certa spiegazione su questi balzi arriva).<br />
Le inquadrature e la resa visiva soffrono molto di quell&#8217;infelice stile anni &#8217;90 che caratterizza tante produzioni realizzate in quel decennio: c&#8217;è una sensazione di mancanza di efficacia visiva che percorre tutta la proiezione, nonostante questo si alterni con momenti di sicuro impatto, specie dove (parallelamente) si fa ricorso ad effetti speciali o ad elementi di disgusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32950" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_3.jpg" alt="" width="1000" height="559" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_3.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_3-768x429.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi la recitazione: il cast sulla carta non sarebbe male, ma il risultato non spicca particolarmente.<br />
Jude Law rappresenta il personaggio intorno al quale ruota la storia. Il prolifico attore visto in <em>Gattaca</em>, <em>Il Talento Di Mr.Ripley</em>, <em>Il Nemico Alle Porte</em>, <em>A.I. Intelligenza Artificiale</em>, <em>Era Mio Padre</em>, <em>Sky Captain And The World Of Tomorrow</em>, <em>Tutti Gli Uomini Del Re</em>, <em>Sleuth &#8211; Gli Insospettabili</em>, <em>Repo Man</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/contagion/"><em>Contagion</em></a>, <em>Hugo Cabret</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/grand-hotel-budapest/"><em>Grand Budapest Hotel</em></a>, riesce una volta tanto a dismettere il suo stile algido e ad interpretare un personaggio dotato di emozioni palpabili, almeno nella prima parte del film.<br />
Accanto a lui c&#8217;è il vero deus ex machina del racconto, interpretato da Jennifer Jason Leigh (<em>L&#8217;Amore E Il Sangue</em>, <em>The Hitcher &#8211; La Lunga Strada Della Paura</em>, <em>America Oggi</em>, <em>Era Mio Padre</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/the-hateful-eight/"><em>The Hateful Eight</em></a>, <em><a href="https://www.tanadelcobra.com/annientamento/">Annientamento</a></em>, <em>Awake</em>). È il suo personaggio a dettare i tempi e le regole del gioco; e lei è molto brava a passare da un approccio timido ad uno determinato, finendo nel seducente per un gioco di trama che per una volta ci può stare.<br />
Complessivamente però i due non lasciano una vera traccia nel racconto, e sembrano più figure impresse col ferro da stiro sulla pellicola che veri padroni della scena. Ottimi invece sono due attori di peso che in <em>eXistenZ</em> fanno solo le comparse: Willem Dafoe (<em>Strade Di Fuoco</em>, <em>Vivere E Morire A Los Angeles</em>, <em>Platoon</em>, <em>L&#8217;Ultima Tentazione Di Cristo</em>, <em>Mississippi Burning</em>, <em>Nato Il Quattro Luglio</em>, <em>Sotto Il Segno Del Pericolo</em>, <em>American Psycho</em>, <em>Spider-Man</em>, <em>C&#8217;Era Una Volta In Messico</em>, <em>Inside Man</em>, <em>Grand Budapest Hotel</em>, <em>John Wick</em>, <em>Il Collezionista Di Carte</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/povere-creature-la-recensione/"><em>Povere Creature!</em></a>) e Ian Holm (<em>Oh, Che Bella Guerra!</em>, <em>Robin E Marian</em>, <em>L&#8217;Uomo Dalla Maschera Di Ferro</em>, <em>Alien</em>, <em>Momenti Di Gloria</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/brazil-la-recensione/"><em>Brazil</em></a>, <em>Il Pasto Nudo</em>, <em>Il Quinto Elemento</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/il-signore-degli-anelli-la-trilogia/"><em>Il Signore Degli Anelli</em></a>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/the-day-after-tomorrow/"><em>The Day After Tomorrow</em></a>, <em>Lord Of War</em>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32951" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_4.jpg" alt="" width="1000" height="546" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_4.jpg 1000w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/02/20260210_existenz_4-768x419.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dove <em>eXistenZ</em> spicca è nella capacità di David Cronemberg di mettere insieme pezzi di vita contemporanea, di visionarietà e di follia fanta-horror mettendo insieme un film sui generis, che indubitabilmente prende spunto anche da produzioni estreme come <em>Tetsuo</em> ma che da solo è stato in grado di influenzare pellicole come <em>Strange Days</em>, <em>Matrix</em> o <a href="https://www.tanadelcobra.com/inception-la-recensione/"><em>Inception</em></a>. La forza di <em>eXistenZ</em> è qui: aver aperto un canale sfruttato magari meglio da altri film, ma senza il quale la cinematografia sarebbe stata più povera.</p>
<p>Si tratta di un film da vedere? Assolutamente si, se piace il genere, ma considerando tanti aspetti non raffinati o al limite del passabile. Non è un capolavoro e non lascia una traccia di sé particolarmente profonda secondo i classici canoni valutativi di un film che punta molto sull&#8217;azione; ma con <em>eXistenZ</em>, David Cronemberg ha saputo mettere sul tavolo elementi che solo in un secondo tempo sarebbero stati compresi ed ampliati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>eXistenZ, 1999</h6>
<h6>Voto: 7</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/existenz-la-recensione/">eXistenZ: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Menu: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/the-menu-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MarcoF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 02:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=32503</guid>

					<description><![CDATA[<p>The Menu racconta una cena esclusiva che sfocia nel grottesco; Ralph Fiennes domina con inquietante maestria, mentre la satira sociale resta evidente e provocatoria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/the-menu-la-recensione/">The Menu: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>The Menu</em> racconta una cena esclusiva che sfocia nel grottesco; Ralph Fiennes domina con inquietante maestria, mentre la satira sociale resta evidente e provocatoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32504 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu1.jpg" alt="" width="1200" height="858" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu1.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu1-768x549.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span id="more-32503"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>The Menu</em> è un film difficile da inquadrare. Si potrebbe definire un thriller psicologico sostenuto da una satira sociale pungente, ma in fondo è semplicemente un’opera disturbante, che non cerca di piacere allo spettatore e procede con decisione lungo la propria strada, raccontando una storia intrisa di un macabro e delirante spirito.</p>
<p>La trama di <em>The Menu</em> si svolge attorno al ristorante Hawthorne,  costruito su un’isola completamente isolata e accessibile solo a un pubblico rigorosamente selezionato. Il film segue la preparazione di una cena esclusiva organizzata dallo chef Julian Slowik, il cui obiettivo è trasformare un evento culinario in un’esperienza estrema e memorabile. Gli ospiti, inizialmente attratti dalla fama e dall’eleganza del ristorante, si ritrovano rapidamente coinvolti in una serie di portate che rivelano gradualmente un lato inquietante e perverso della perfezione culinaria.</p>
<p>Il mattatore indiscusso è Ralph Fiennes, che interpreta Julian Slowik con una presenza glaciale e inquietante. Lo chef è al culmine della sua carriera, avendo sacrificato vita privata, relazioni e perfino una parte della propria umanità in nome della perfezione assoluta. La performance di Fiennes risulta ipnotica: ogni gesto, ogni pausa, ogni sguardo trasmette un senso di controllo totale e di malessere latente, rendendo il personaggio allo stesso tempo affascinante e terribile. Grazie all&#8217;esperienza acquisita come antagonista cinematografico, da Voldemort in <em>Harry Potter</em> ad Amon Goeth in <em>Schindler’s List</em>, permette a Ralph Fiennes di conferire alla figura di Slowik un’autorità naturale, capace di dominare la scena senza mai scivolare nel grottesco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32505 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu2.jpg" alt="" width="1200" height="764" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu2-768x489.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al suo fianco, Anya Taylor-Joy (<a href="https://www.tanadelcobra.com/la-regina-degli-scacchi/"><em>La Regina Degli Scacchi</em></a>, <em>Last Night In Soho</em>) interpreta Margot, la variabile imprevista in una cena pianificata nei minimi dettagli. Il suo personaggio osserva il caos circostante con pragmatismo e distacco, reagendo agli eventi con una misura che contrasta con la teatralità degli altri ospiti. La sua interpretazione è costruita su espressioni facciali calibrate e sguardi incisivi, capaci di trasmettere incredulità, ironia e tensione senza eccessi. Margot diventa così il punto di riferimento per lo spettatore, offrendo uno sguardo più umano e razionale all’interno di un contesto dominato dall’assurdo.</p>
<p>La satira del film emerge soprattutto nella critica a un mondo spietato che costringe gli individui a sacrificare ogni aspetto della propria vita per ottenere approvazione, fama e gloria; spesso peraltro prive di reale valore. Tuttavia, il messaggio lanciato è, a tratti, incredibilmente banale e scontato. Il mezzo attraverso cui questa critica prende forma è il menu stesso: ogni portata si trasforma da semplice piatto di alta cucina in un’esperienza inquietante, fino a culminare in un atto finale di follia in cui l’arte culinaria e la vita dei commensali si fondono in un gesto estremo e macabro. La satira funziona quindi più come strumento di provocazione e riflessione, che come approfondimento originale o sorprendente della natura umana e del desiderio di perfezione.</p>
<p><em>The Menu</em> non punta alla bellezza estetica o narrativa tradizionale; rappresenta una satira nera sul mondo moderno, evidenziando fino a che punto le persone siano disposte a sacrificarsi per il successo, e come questo possa portare alla perdita della propria umanità. I personaggi secondari restano spesso incompiuti o caricaturali, funzionali principalmente a provocare lo spettatore piuttosto che a sviluppare trame individuali. Questa scelta accentua la sensazione di disagio e frammentazione, rendendo ogni portata una sequenza di sorprese disturbanti e di provocazioni aperte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32506 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu3.jpg" alt="" width="1200" height="801" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu3.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260205_TheMenu3-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le ambientazioni riflettono questa visione: il ristorante è elegante, minimale e quasi asettico, con spazi curati ma impersonali dove ogni elemento contribuisce a generare tensione e disagio. La musica di accompagnamento, calibrata nei momenti chiave, assume a volte il ruolo di protagonista, sottolineando la drammaticità e amplificando la suspense. Brani eleganti si trasformano in strumenti di inquietudine, rendendo ogni scena più penetrante e memorabile.</p>
<p><em>The Menu</em> non è un film per tutti. Non cerca di raccontare una storia tradizionale, né di offrire una conclusione consolatoria; il suo scopo è generare sensazioni sgradevoli, provocare e destabilizzare. È un esercizio cinematografico sulla satira sociale, un’opera che eccelle proprio nel suo rifiuto di compiacere lo spettatore.<br />
Nonostante non possa essere considerato “bello” nel senso convenzionale, il film raggiunge pienamente il suo obiettivo: sorprende e disturba; purtroppo però sacrifica la sua anima in favore di una grottesca critica ad un certo di vita estremo&#8230; che in fin dei conti non porta da nessuna parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>The Menu, 2022</h6>
<h6>Voto: 5.5</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/the-menu-la-recensione/">The Menu: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi: la recensione</title>
		<link>https://www.tanadelcobra.com/the-limehouse-golem-mistero-sul-tamigi-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MarcoF]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 02:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film: Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini e Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tanadelcobra.com/?p=32429</guid>

					<description><![CDATA[<p>The Limehouse Golem è un thriller gotico affascinante e curato che costruisce bene il mistero, ma che si indebolisce quando il finale diventa prevedibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/the-limehouse-golem-mistero-sul-tamigi-la-recensione/">The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>The Limehouse Golem è un thriller gotico affascinante e curato che costruisce bene il mistero, ma che si indebolisce quando il finale diventa prevedibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32430 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem1.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem1.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><span id="more-32429"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Londra è una metropoli gigantesca, colma di misteri e di angoli oscuri, e lo è sempre stata sin dall’epoca vittoriana. Omicidi, delitti e criminalità di ogni genere hanno trovato terreno fertile nei vicoli di questa città tentacolare; su tutti, il nome di Jack lo Squartatore si è imposto come leggenda, diventando fonte di ispirazione per scrittori e autori di ogni epoca. <em>The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi</em>, film del 2016 diretto da Juan Carlos Medina e tratto dal romanzo <em>Dan Leno And The Limehouse Golem</em> di Peter Ackroyd, tenta di inserirsi in questa tradizione costruendo una nuova figura di riferimento seguendo le indagini dell’ispettore John Kildare, interpretato da Bill Nighy (<a href="https://www.tanadelcobra.com/i-love-radio-rock/"><em>I Love Radio Rock</em></a>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/lalba-dei-morti-dementi-la-recensione/"><em>L’Alba Dei Morti Dementi</em></a>, <em>Harry Potter</em>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/the-beautiful-game-recensione/"><em>The Beautiful Game</em></a>).</p>
<p>Nella Londra vittoriana di fine Ottocento, una serie di omicidi particolarmente violenti sconvolge il quartiere di Limehouse. La stampa e l’opinione pubblica attribuiscono i delitti al misterioso assassino soprannominato “il Golem”, personaggio che sembra emergere dalle paure più profonde della città. A indagare sul caso viene incaricato l’ispettore John Kildare, investigatore esperto ma segnato da un passato complesso. Parallelamente all’inchiesta sul Golem, Kildare si trova a occuparsi del processo a carico di Lizzie Cree, giovane donna accusata di aver avvelenato il marito; il caso della donna si intreccia progressivamente con quello dell’assassino di Limehouse, portando alla luce legami inattesi con il mondo del teatro e del music hall londinese.</p>
<p><em>The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi</em> mescola thriller investigativo, horror gotico e dramma storico, costruendo una narrazione che riesce a mantenere una certa solidità fino a quando l’identità dell’assassino resta avvolta nel mistero. Il problema emerge nel momento in cui la soluzione diventa fin troppo evidente, anticipando di molto la conclusione ufficiale delle indagini. Fino a quel punto, però, il film di Juan Carlos Medina funziona con efficacia, alternando atmosfere cupe e opprimenti ai toni più vivaci e leggeri che animano i teatri dell’epoca; palcoscenici, quinte, camerini e personaggi legati allo spettacolo arricchiscono la scenicità del film.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32431 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem2.jpg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem2.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem2-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ispettore Kildare si trova davanti a un’indagine complessa, volta a smascherare l’identità del Golem e a fermare una scia di omicidi che continua ad allungarsi. Il caso principale si intreccia con quello di Lizzie Cree, accusata di uxoricidio, mentre il marito della donna emerge come uno dei primi sospettati per i delitti di Limehouse. L’intreccio investigativo è ben costruito e si sviluppa attraverso continui ritorni al passato, ricordi frammentati e ricostruzioni parziali degli eventi, dando forma a una rete di sospetti che coinvolge più personaggi.</p>
<p>Le ipotesi formulate dall’ispettore si sovrappongono ai fatti, nel tentativo di dare una spiegazione razionale agli accadimenti; al tempo stesso, queste congetture generano depistaggi e ambiguità che finiscono per smontare, uno dopo l’altro, i castelli accusatori costruiti attorno ai vari indagati. Questa struttura narrativa risulta inizialmente efficace e rappresenta uno dei punti di forza dell’opera; tuttavia, la reiterazione dello stesso meccanismo investigativo finisce per trasformarsi nel principale limite del film, rendendo progressivamente prevedibile l’esito finale.</p>
<p>Dal punto di vista visivo, <em>The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi</em> punta con decisione sull’atmosfera decadente della Londra vittoriana. Scenografie, costumi e fotografia restituiscono con cura il contesto storico, concentrandosi in particolare sull’ambiente del teatro e del music hall. Il risultato è convincente e riesce a trasmettere il fascino degli spettacoli dell’epoca, insieme alle dinamiche interne di un mondo fatto di rivalità e invidie, ma anche di legami sinceri e passioni autentiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32432 aligncenter" src="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem3.jpg" alt="" width="1200" height="799" srcset="https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem3.jpg 1200w, https://www.tanadelcobra.com/wp-content/uploads/2026/01/20260129_TheLimehouseGolem3-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La componente investigativa invece risulta meno incisiva sul piano interpretativo. Bill Nighy offre un personaggio interessante sotto il profilo della caratterizzazione, ma la sua prova appare contenuta, quasi scolastica, priva di reali slanci emotivi. Di contro, Olivia Cooke (<a href="https://www.tanadelcobra.com/house-of-the-dragon-la-recensione-tana-del-cobra/"><em>House Of The Dragon</em></a>, <a href="https://www.tanadelcobra.com/modern-love-seconda-stagione-la-recensione/"><em>Modern Love</em></a>) regala una performance più sfaccettata, passando con naturalezza dall’entusiasmo di una giovane attratta dal palcoscenico a una figura più composta e ambigua, segnata dalle convenzioni sociali e dal peso delle accuse.</p>
<p>Nel complesso, <em>The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi</em> è un film costruito con cura, sostenuto da un comparto visivo solido e da un’ambientazione affascinante; l’eccessivo ricorso alla stessa struttura investigativa e il continuo gioco tra ipotesi e realtà finiscono però per indebolire la tensione narrativa, rendendo il mistero facilmente intuibile. Con una gestione più equilibrata dei suoi meccanismi interni, <em>The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi</em> avrebbe potuto rappresentare un thriller investigativo di maggiore incisività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi, 2016</h6>
<h6>Voto: 6,5</h6>
<p>L'articolo <a href="https://www.tanadelcobra.com/the-limehouse-golem-mistero-sul-tamigi-la-recensione/">The Limehouse Golem &#8211; Mistero Sul Tamigi: la recensione</a> proviene da <a href="https://www.tanadelcobra.com">La Tana Del Cobra</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
